Si alza il vento

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Un film di Hayao Miyazaki. Paese: Giappone. Produzione: Studio Ghibli. Distribuzione: Lucky Red. Anno:2013. Durata: 126’. Target: 11+. Uscita: dal 13 al 16 Settembre 2014.

Il giovane Jiro sogna di diventare un grande costruttore di aerei …

E’ un film che va controvento.

L’ultima opera di Miyazaki (prodotta da Studio Ghibli e distribuita da Lucky Red in Italia solo per quattro giorni) declina all’infinito il controverso tema della scienza al servizio della guerra e si pone allo spettatore come un vero inno alla vita, alla bellezza della natura e al talento umano.

Miyazaki appassionato di volo e di Giovanni Caproni, il grande progettista italiano, non poteva non raccontare la storia (ambientata nel Giappone stretto dalla miseria degli Anni Trenta) di Jiro Horikoshi, l’ingegnere giapponese che progettò i caccia Mitsubishi A5M, usati dai kamikaze giapponesi durante la seconda guerra mondiale. Il lungometraggio, in realtà, fonde le storie del progettista di aerei e dello scrittore Tatsuo Horikoshi mentre il titolo è tratto da una poesia di Paul Valery ‘Le vent se leve, il faut tenter de vivre’, il vento si alza dobbiamo provare a vivere, che Tatsuo Horikoshi aveva preso come titolo-ispirazione di un racconto.

Inutilmente accusato di esaltare la guerra, il film ha suscitato molte polemiche per presunti cedimenti nazionalistici che non condividiamo. La storia infatti, ispirata ad una vicenda reale, vuole raccontare la passione per un mestiere che costruisce mezzi in grado di toccare il cielo, di spingersi nel blu infinito e non strumenti di morte come è poi accaduto.  Un lirismo autentico che diventa poetico, struggente e malinconico soprattutto quando le vicende di Jiro (miope e grande appassionato di aeronautica, matematica e ingegneria) si intrecciano con un grande amore  destinato a finire a causa della tubercolosi, mentre il fantasma di Caproni che compare spesso al ragazzo in sogno, insegna al nostro protagonista a dare la giusta direzione alle azioni umane.

Il film pensato per un pubblico maturo è, allora, una favola pacifista e utopista. Lo stesso regista ha dichiarato che i protagonisti del suo cinema sono sempre stati i paladini dell’utopia: persone che in ogni situazione lottano per la pace e l’armonia del mondo. Un’armonia che quasi tocchiamo mentre sul finire del film non possiamo non fermarci a riflettere su come le passione giovanili possano davvero indirizzare e plasmare la nostra vita da adulti.

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia