Si tratta davvero della particella di Dio?

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E’ stata recentemente annunciata la scoperta del bosone di Higgs, la cosiddetta “particella di Dio”. Può essere utile fare un po’ di chiarezza sull’argomento.

Per prima cosa è importante ricordare che non si è annunciata la scoperta, ma una tappa importante per giungervi presto, come ha detto in un’intervista a Il Sussidiario la coordinatrice del progetto di ricerca Fabiola Giannotti: “Siamo vicini a risolvere il mistero, non siamo vicini a scoprirla perché potrebbe anche non esistere”.

Ma cosa è il bosone di Higgs? In un articolo su Il Messaggero Giorgio Israel ricorda che questa indagine nasce dalla domanda che la scienza da sempre si pone: la materia è divisibile all’infinito oppure no? E già Aristotele affermava che era possibile dividere all’infinito.

Lo studioso sottolinea anche che la scienza non è in grado di spiegare l’essenza intima della materia, e per questo cerca di descriverla attraverso modelli, teorie che rappresentino i fenomeni studiati.

L’esperimento del Cern di Ginevra ha dato un’ulteriore conferma che esiste questa particella particolarmente importante all’interno del modello standard che vuole spiegare tutta la realtà.

Per la Giannotti “Il bosone di Higgs è un pezzo mancante molto importante nella nostra conoscenza della fisica fondamentale quindi trovarla è senz’altro estremamente importante ed interessante” e aggiunge: “Se dovessi dire che esiste una applicazione immediata della scoperta del bosone di Higgs direi che essa non esiste. Ma ogni volta che l’uomo fa un passo avanti nella conoscenza prima o poi questo passo avanti si trasforma in progresso.”

Sul fatto, poi, che il bosone di Higgs sia stato soprannominato “particella di Dio”, la ricercatrice afferma: “E’ un termine chiaramente improprio, è una particella che abbiamo cercato per vent’anni, con esperimenti e grandi studi. Chiaramente è una particella che stimola un gran numero di questioni e questo nella mente di chi l’ha battezzata in questo modo forse l’ha fatta sembrare una specie di deus ex machina. Personalmente non la eleverei a un tale livello.”

Articolo tratto da documentazione.info

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