Siamo tutti un po’ timidi

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Chi è timido? In sostanza, una persona che si riconosce nella famosissima battuta di Woody Allen: “Non vorrei far parte di un club dove accettassero gente come me”. Caratteristica che, però, a lui non ha impedito di diventare uno degli attori – e registi – più famosi al mondo. Morale: la timidezza non è un difetto né per forza un handicap, tranne quando sfocia in derive patologiche. Anzi timidi lo siamo tutti. Io sono convinta che la timidezza sia un sentimento universale, perché la nostra storia ci lascia sempre addosso un’idea di incompletezza, di mancanza. Ma come, penserà un timido giovanissimo, possibile che i batticuori e la vergogna davanti all’attenzione degli altri, possibile che le insicurezze e i mal di pancia prima di parlare a voce alta o di avvicinare una ragazza siano esperienza diffuse? Con gradazioni diverse da persona a persona, è invece possibilissimo: tutti siamo cresciuti con un po’ di buchi nella nostra storia e questo ha lasciato qualche dubbio più o meno profondo nel nostro proporci al mondo: questa è la radice della timidezza. La preoccupazione di un difetto, di una debolezza, di essere scoperti in qualcosa che pensiamo possa tenere a distanza gli altri, qualcosa per cui non saremmo accettati del tutto, sono bene o male patrimonio di tutti. Dinamiche che poi nella timidezza si coagulano in sentimenti pesanti, che a volte sono davvero insopportabili. Non vergognarsi dei propri lati timidi (e questo per un timido è già uno sforzo rilevante) aiuterebbe a ridimensionarli ben più di tanti sforzi strenui compiuti per combatterli. E invece, spesso, la timidezza fa ricorrere a una serie di comportamenti per mimetizzarsi che possono essere l’aggressività, il prendere il largo più del dovuto, il ritirarsi, fino a sfociare in sintomi come la fobia sociale o i disturbi di evitamento. Chi arriva a questi estremi di timidezza, e a un certo punto decide di curarsi, ha la possibilità di recuperare la propria storia di vita come un patrimonio unico. E allora anziché aspettare che la lotta contro la timidezza porti a dei sintomi, perché non pensare a come rendere la propria vita un abito su misura, che ci possa inserire nel mondo in una dimensione che è nostra e non sempre dipendente dagli altri? Il problema di oggi è che noi viviamo dipendendo dal giudizio altrui. Bisogna avere cura di se stessi, della propria altautenticità, della propria unicità. Noi siamo timidi in modo unico, non siamo timidi come qualcun altro. Certo, il problema è che la timidezza sarebbe un patrimonio straordinario se tutti si concedessero di essere quello che sono veramente, perché allora avremmo un mondo autentico, sicuramente molto più bello di quello in cui viviamo. Per esperienza sappiamo che i timidi sono sempre persone sensibili, spesso anche intelligenti e riflessive. Non si potrebbe far leva sulla coscienza delle proprie qualità per trasformare la timidezza in una leva?

Che dire di me? =) Sono una ragazza sempre aperta ai nuovi orizzonti, mi interesso di tutto e anche se sembro riservata e timida in realtà non lo sono... Sono un fiume sempre in piena =D La mia più grande passione? L'informatica! Cià =)