Siate il cambiamento che vorreste vedere nel mondo

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Milano, voci confuse, rumori, luci, passi sull’asfalto. Una scritta, su un muro. Una scritta che parla con il suo silenzio. Nel modo giusto e nel momento giusto. Siate, diventate, vivete il vostro cambiamento. Vivete. Non aspettate che siano altri a farlo per voi. Non lasciate che altri vivano le vostre speranze.
In quelle parole c’è la fatica, c’è la felicità, ci sono i sogni di tutti. In quella scritta è celata la formula del futuro. Ma non tutti riescono a vederla, non tutti vogliono farlo. Perché? Perché essere il proprio cambiamento non è semplice, bisogna volerlo, bisogna tentare. Bisogna provare anche quando tutto sembra andare contro. Per leggere davvero quelle parole sul muro dobbiamo cambiare i nostri occhi. Servono occhi che vadano oltre, capaci di trovare l’essenza delle cose, capaci di vedere e non solo di guardare. Occhi che cerchino il futuro.
Ma c’è crisi. C’è crisi e allora i nostri occhi non vedono, guardano, allora i nostri occhi sprofondano a terra. Come noi; noi che diventiamo la crisi. La viviamo, la creiamo persino. E quando incontriamo gli occhi degli altri non vi troviamo nulla. E così svuotiamo anche i nostri. C’è crisi e allora smettiamo di vivere e cerchiamo di sopravvivere, ci richiudiamo in noi stessi, attenti a non farci toccare da altri. Attenti a noi stessi, non a tutto ciò che abbiamo intorno. Gli ideali, i sogni, l’etica; non contano più. C’è crisi. E allora vivere il cambiamento diventa ancora più difficile, quasi un inganno mascherato. Quasi uno sbaglio. Più semplice sopravvivere, cercando la mediocrità, contenti. Ma non felici. Non felici, perchè siamo giovani, perchè ancora crediamo nel futuro, perchè cerchiamo “qualcosa di più”, qualcosa di grande. E allora?

Parafrasando Bertold Brecht mi viene da dire “Sfortunato il paese che ha bisogno di eroi”. E qui siamo noi, qui tutto si collega. Siamo noi quelli chiamati ad essere eroi, non quelli che finiscono sui giornali o in televisione, noi dobbiamo essere gli eroi del quotidiano, quelli che ogni giorno si svegliano e in ogni giorno vivono il loro cambiamento, mettendo impegno in ogni azione, cercando di farla al meglio; per poi vivere al meglio. Noi dobbiamo essere quegli eroi che vivono le loro speranze, che portano il cambiamento partendo dalle piccole cose. I nostri occhi devono brillare, devono trasmettere la nostra voglia di cambiare.
Qui non si parla di crisi economica, non solo, qui la crisi è quel torpore che ci avvolge, quel velo che ci separa da tutto. L’indifferenza che ci colpisce silenziosa. La crisi è quando tutti sperano ma nessuno vive la speranza, quando tutti guardano ma nessuno vede, quando tutti vorrebbero ma nessuno fa.
C’è crisi e noi siamo gli eroi che ogni giorno devono vivere come il cambiamento che sognano.

Articolo scritto da Giacomo Tamborini

Cogitoetvolo