Sicilia “Libera Terra”

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Coraggio, determinazione e legalità: una nuova realtà tra gli aranceti sottratti al boss.

A prima vista sembra trattarsi di uno dei tanti aranceti che costeggiano le strade siciliane, un terreno come tanti altri nei pressi di Belpasso, un comune di 26 mila anime a trenta chilometri da Catania. Ma imboccando la strada secondaria che si ramifica dalla provinciale che collega le due città, è inevitabile ricordarsi che l’apparenza inganna. Le bandiere di Libera sventolano alla brezza autunnale. Sono ovunque: sui lampioncini che costeggiano il viale di ingresso, sui balconi del casolare, persino su un carretto abbandonato in disparte. E pensare che qui, fino a poco tempo fa, era tutto del “boss”. La tenuta del boss, gli ulivi del boss, le arance del boss.

Il viale porta direttamente ad un’abitazione su due piani rivestita di vecchio intonaco. Intorno solo verde. Regna una calma surreale da giardino zen. Improvvisamente arriva Alfio Curcio, direttore della cooperativa “Beppe Montana Libera Terra” in ricordo del commissario della squadra mobile di Palermo vittima della mafia. Scarpe antinfortunistica, jeans e maglietta. Si presenta con un “Permesso”, mentre porta a braccia i pezzi di un’impalcatura di acciaio. “Qui fino a ieri – dice – viveva gente che conduceva gli affari peggiori che possano essere pensati. Questo suolo apparteneva al clan Riera, legato alla famiglia Santapaola. Oggi però la musica è cambiata: c’è tanta gente che investe le proprie forze su questi terreni”.

Camminando indica delle strutture tinteggiate di bianco dietro il casolare. “Quelle sono le stalle. Prima ospitavano anche cavalli destinati a corse clandestine, che venivano curati da un fattore che viveva qui e gestiva la tenuta”. Di fianco, vicino ad un vecchio pozzo, noto un ulivo visibilmente più giovane degli altri. “Questo è un ulivo speciale – spiega orgoglioso Alfio -. Lo abbiamo piantato in occasione del ventennale della morte di Beppe Montana insieme a don Luigi Ciotti, giunto qui per dare un abbraccio a tutti i soci della cooperativa”. Sotto l’albero si trova un piccolo cippo di pietra, su cui è inciso a mano “In memoria di Beppe M.”. E’ incredibile constatare come, sulla stessa terra che dava profitto ad un capomafia, oggi cresca un forte e robusto albero che perpetua la memoria di colui che stanò ogni sorta di criminali, tra cui innumerevoli latitanti e che da quelle mani fu assassinato. Tuttavia sembra di sentire non solo lo spirito vivo di Beppe, ma di tutte le vittime delle mafie quando si tocca con mano la voglia di cambiare di tutti coloro che scommettono sulla gestione di terreni confiscati alla malavita. Si lavora sempre qui, in questi sedici ettari coltivati con alberi di arance e interfilari di ulivo.

“Il prodotto principale del nostro lavoro è il succo di arancia rossa di Sicilia, con aggiunta di melograno, uva rossa e ficodindia – continua Alfio –. Naturalmente produciamo anche marmellate ed olio oltre alle arance da tavola. È così che noi diamo uno schiaffo alla mafia”. Ma non è un lavoro facile: non tutti accettano di veder tolto un terreno e dunque una parte di potere, ad un clan mafioso. “Abbiamo subito diversi furti e visite sgradite, oltre a due incendi dolosi di cui uno a giugno che ha distrutto oltre duemila aranci e cento ulivi”. “Ma forse è meglio così – aggiunge dopo una breve pausa – quegli alberi erano stati piantati da persone che hanno fatto del male. Invece dopo l’incendio ne abbiamo ripiantati altri. Se qualcuno ci fa un danno, noi lo ripristiniamo e andiamo avanti. Sempre avanti, più forte di prima”.

È la determinazione il punto di forza che rende speciali queste persone. In una terra da sempre marchiata con l’omertoso luogo comune del “non vedo, non sento e non parlo” è vero che qualcosa sta cambiando. Ogni volta che un commerciante denuncia un’estorsione, ogni volta che un pentito sceglie di collaborare con la giustizia è un grande passo avanti verso un solo obiettivo: fare della Sicilia una “Libera Terra”.

Cresciuto a pane, Rowling e Topolino, grazie ai libri di Beppe Severgnini ho scoperto la mia grande passione, il giornalismo. Trascorsi nove duri mesi di scuola alle prese con Euripide e Cicerone, durante l'estate collaboro con diverse testate e scrivo racconti. Amo i libri di Stephen King, la saga di Rocky e soprattutto il rock. I miei sogni? Non hanno limiti. Se è vero che, come cantano gli Europe, siamo tutti prigionieri in Paradiso, allora sognare è il modo per liberarci. Che stiamo aspettando? C'è tutto il Paradiso che ci attende! Cell.: 3317181577 Città: Caltagirone (CT) Blog: prigionierinparadiso.blogspot.it

  • Matteo Falcone

    Bello !

  • Cerchiamo di ottenere per la nostra terra, la Sicilia, un futuro pieno di nuove prospettive! Complimenti

  • Cogitoetvolo

    E’ una bella iniziativa. A volte, però, si ha l’impressione che non basta. Se non cambiano le persone, singolarmente, come possiamo sperare in una Sicilia migliore?

    • Una volta, leggendo, ho incontrato questa frase: “Un viaggio di mille miglia inizia con il primo passo”. La mentalità di tutta la Sicilia sta cambiando. Venti anni fa la mafia spadroneggiava, tra stragi e attentati. Oggi si dice che la malavita stia cambiando pelle, che si sia infiltrata nei centri del potere spargendo denaro anziché sangue. Secondo me questo è una sorta di atteggiamento difensivo: oggi sono molti coloro che non ci stanno ad abbassare la testa di fronte alle minacce e denunciano. Forse abbiamo già percorso uno, dieci o cento miglia. Ma arriveremo. E allora la Sicilia sarà davvero una Libera Terra. Anzi, La Libera Terra.

      • Cogitoetvolo

        E’ vero, negli ultimi anni si respira un clima nuovo. La mentalità sta cambiando. Ma basterà questo? In altre parti d’Italia non c’è la mafia, non c’è una mentalità mafiosa, eppure continuano ad esserci scandali, corruzione, clientelismo…
        Non servirà anche un rinnovamento personale che metta al centro l’etica?

        • La mafia è criminalità, ma non tutta la criminalità è mafia. Purtroppo il denaro è la forza che corrompe il sistema, per cui – soprattutto in ambito politico – emergono spesso scandali sempre più gravi. E la cosa è ancor più vergognosa; perché in tempi di crisi ci sono lavoratori relegati alla cassa integrazione, mentre dal lato opposto c’è gente ingorda e spregiudicata che non si accontenta di nulla. E’ per questo che noi giovani siamo chiamati a rinnovare questa struttura vecchia e cadente, sovvertendo quel detto secondo cui la giovinezza è l’eta dei sogni (che non sono illusioni) e l’età adulta quella delle realtà. I giovani, con il loro carico di ideali, possono davvero capovolgere questa gerontocrazia (non tanto anagrafica ma mentale, che ha partorito una mentalità antica e obsoleta). Ogni generazione è un seme di speranza che va fatto crescere. Può diventare un cespuglio secco, un arbusto o una quercia secolare: tutto dipende dalla nostra volontà. E ne abbiamo tanta.

          • Secondo me possiamo sperare in una Sicilia migliore, sfruttando al massimo le nostre grandi risorse, mettere assieme la forza di tutti i cittadini e la volontà di cambiare. Perché è vero che la nostra è una terra con molta mafia, ma è anche vero che è possibile darci un nuovo volto. I giovani potrebbero guidare il cambiamento, però secondo me dovrebbero cambiare prima loro. Naturalmente non bisogna generalizzare, ma come si fa ad uscire dall’etica del denaro quando per un adolescente l’iPhone 5 è più importante della riforma della scuola?

          • Tutti ripetono che queste cose si verificano perché viviamo nella “società delle apparenze”. Certo, è anche vero che oggi l’immagine è considerata spesso più importante di ogni altra cosa, però non credo che il disinteresse giovanile verso le cose veramente importanti riguardi solo la nostra generazione. Come c’erano schiere di giovani che negli anni ’60 e ’70 si ribellavano al cosiddetto “sistema”, anche oggi vi sono tantissimi ragazzi che hanno a cuore il proprio destino (un esempio è la protesta unita di stamattina da parte di tutti gli studenti d’Italia). Personalmente, non mi va di studiare fino all’università e al master per poi non realizzare i miei sogni e magari sentirmi anche dire che sono “choosy”. La gente insensibile a queste problematiche, quella che spinge a fondo ogni tentativo di cambiamento, c’è sempre stata. Tutto dipende dalla nostra resistenza: se vogliamo davvero fare qualcosa, dobbiamo andare avanti comunque. Oppure gli scandali che coinvolgono quotidianamente la classe politica sono così forti da schiacciare ogni forma di ottimismo? Spero proprio che non sia così…

          • Spero anch’io che non sia così, perché altrimenti l’Italia non andrebbe più avanti e la speranza di avere un posto di lavoro diminuirebbe sempre più. Certo quella di stamattina è stata una manifestazione, in cui noi giovani abbiamo voluto difendere il nostro principio di cultura, e abbiamo fatto capire che la scuola non è un’azienda soggetta a tagli. Ma penso che i tagli bisogna farli agli stipendi che superano ogni limite. Se stamattina abbiamo fatto tutto ciò e perché lo lo vogliamo davvero. Ma si avrà sempre la voglia di collaborare per tutto ciò che ci aspetta nel futuro?

          • Cogitoetvolo

            C’è speranza perchè le cose possano cambiare. Oggi è stata una bella giornata per far vedere che si può costruire un mondo migliore a partire dai giovani. Almeno da quelli che la pensano come voi

          • Esatto la manifestazione è stato una dimostrazione molto efficace per far capire che non vogliamo che la nostra Italia si rovini. Ci sono stati molti giovani e soprattutto i professori, cosa che non accade mai, che hanno contribuito al dire “NO ALLA LEGGE APREA”

          • Certo, vedere studenti ed insegnanti manifestare insieme è un messaggio forte. Ma ci vorrebbe qualcosa di più, una vera dimostrazione di orgoglio: la verità è che la maggior parte delle persone non è realmente interessata. In Grecia e in Spagna, che stanno già scivolando nel baratro, si sono più di una volta riunite decine di migliaia di persone davanti ai palazzi del potere. La soluzione siamo davvero noi, a patto di cambiare il sistema.

          • Guest

            Questo è vero, non siamo sempre tutti uniti a partecipare nelle manifestazioni, anche se in Grecia e Spagna i problemi sono molto più gravi. Per prima devono essere i cittadini che si devono preoccupare della situazione in cui ci troviamo. Lo stato dovrebbe agire in modo diverso o no? A mio parere si.

          • Questo è vero, non siamo sempre tutti uniti a partecipare alle manifestazioni, anche se in Grecia e Spagna i problemi sono molto più gravi. Per prima devono essere i cittadini che si devono preoccupare della situazione in cui ci troviamo. Lo stato dovrebbe agire in modo diverso o no? A mio parere si.

          • Siamo realmente tutti uniti ? Come si e detto prima non tutti sono realmente interessati alla questione.Il fatto è che pochi partecipano a manifestazioni o dibattiti per discutere e cercare una soluzione al problema per qui si è organizzato ciò.Si organizzano molte manifestazioni cercando anche di far partecipare le scuole , ma spesso partecipano solo per perdere uno o più giorni di scuola …quindi io credo che se vogliamo far “smuovere” la situazione che si è creata qui in sicilia prima dovremo pensare a far interresare a TUTTI i giovani della loro TERRA .

  • Matteo Falcone

    Ecco ciò che è sbagliato secondo me : non bisogna aspettare di finire come Spagna e Grecia , per mobilitarci tutti . Dobbiamo muoverci tutti ,ora.

  • la manifestazione è stata un’occasione per far capire che noi giovani ci siamo e che vogliamo cambiare. Il futuro non può prevederlo nessuno, ma la voglia di cambiare da parte nostra c’è… e da parte delle istituzioni?

  • Io penso che l’Italia abbia ancora possibilità di cambiare. sono ancora giovane, e ho molti sogni nel cassetto. Ma con la situazione odierna non credo di avere la possibilità di realizzarli, quindi mi impegnerò sempre al massimo, ma vorrei che anche lo stato mi offrisse un supporto. Noi giovani non siamo “choosy”, caro ministro.

  • Guest

    Io credo che la società di oggi non sia meno corrotta di quella di un secolo fa. La storia si ripete: da sempre l’uomo cerca di migliorarsi, in alcuni casi ci riesce, in altri no. Noi cosa vogliamo fare?

  • Giulia Munda

    Io credo che la società di oggi non sia meno corrotta di quella di un secolo fa. La storia si ripete: da sempre l’uomo cerca di migliorarsi, in alcuni casi ci riesce, in altri no. Noi cosa vogliamo fare?

  • La manifestazione è stata bellissima. In ogni persona c’era lo spirito di difendere la scuola. E’ vero, magari un po’ di gente interessata solo a saltare la scuola c’era: ma l’importante è ciò IN CUI DAVVERO CREDIAMO! La società può davvero migliorare, ragazzi. Persone come Alfio Curcio sono un esempio di come sia possibile sconfiggere i mali dell’Italia!

  • Però nella classe politica non vedo la stessa voglia di cambiamento. Forse sono troppo attaccati al denaro e al potere per preoccuparsi che il sistema funzioni: è uscito fuori che alle primarie del centro sinistra si potevano esprimere più preferenze perché i controlli erano molto… lascivi (faccio questo esempio, ma in realtà è spesso accaduto anche in quelle di destra: è un problema generale della politica, non di una specifica fazione). Allora mi chiedo… basterà manifestare?

  • Il problema è l’avidità generale, non solo dei politici. L’uomo è così, imperfetto. Secondo me la risoluzione (anche se potrebbe sembrare un po’ “platonica”) sarebbe quella di ripulire gli ambienti del potere dal denaro.

    • Cogitoetvolo

      E’ un po’ un’utopia…

  • C’è bisogno di un’Italia forte. Di un’Italia unita. Di un’Italia che
    sconfigga i suoi fantasmi e valorizzi le sue risorse. C’è bisogno che tutti
    siano decisi ad inseguire i propri sogni qui in Italia, senza andare
    all’estero. Se riusciremo a realizzare tutto ciò, allora non avremo più
    bisogno delle utopie.

  • Melania Montemagno

    Tutti parlano di come vogliono che l’Italia sia in futuro. Io voglio cambiare la situazione di adesso. E’ vero, siamo vicini al baratro, ma bisogna accettare la realtà dei fatti e prendere in mano la situazione. Tocca a tutti stringere la cinghia, questo vale sia per l’operaio… ma soprattutto per il manager, il milionario o il politico.

  • Sono uno studente di primo anno del liceo. Ora sto cominciando a guardare la realtà con occhi diversi. Finché ci saranno persone che non avranno a cuore un mutamento radicale della società, difficilmente giungeremo alla “svolta” di cui stiamo tanto parlando.

  • Sarò polemico, ma purtroppo non riesco a vedere un futuro florido per la Sicilia. Si parla tanto dell’operosità dei siciliani e della loro voglia di riscatto, e questo articolo ne è una prova lampante. Ma è solo una goccia nell’oceano. Io nel siciliano medio vedo solo il desiderio di trovare un padrone, vedo la sudditanza non subita ma voluta. E non vedo rispetto per il prossimo. Vedo solo un popolo che continua a prendersi in giro con la storiella dei siciliani persone buone e ingegnose. Poche eccezioni che confermano la regola.

    • Cogitoetvolo

      Quindi nessuna speranza?

      • Fortunatamente no. Il contrario di “nessuna speranza” è “almeno una speranza”, e già questo articolo basta per tenere acccesa la fiammella della speranza. Il miglioramento si determina attraverso due fattori: conoscenza e consapevolezza. Facile a dirsi, sembrano chissà quali eleganti paroloni. Ma nella pratica? Più difficile. Direi una bella riforma scolastica che vada verso la qualità. Si ma come? Questo sarebbe la base da cui partire, e questa è la consapevolezza della causa scatenante tutte le altre. Il problema è la mentalità, e si risolve attraverso la consapevolezza del problema, utilizzando la conoscenza per arrivare alla soluzione. Tutto sta nel sapere applicare praticamente tutti questi bei concetti teorici!

  • Vedo due tipi diversi di cittadino: c’è quello che è in costante ricerca
    di qualcuno che gli dica solo ciò che vuole sentirsi dire, e quello che
    si impegna attivamente. La dualità è in ogni cosa dell’uomo, sta a noi
    far prevalere un aspetto sull’altro. La vicenda Muos ci insegna che la
    volontà muove davvero le montagne: nonostante tutti i tentativi delle
    autorità militari di condannarci ad una morte lenta e dolorosa, ci sono
    centinaia di cittadini che non ci stanno e protestano!

  • bella testimonianza! credo che se i ragazzi, i giovani crescano con modelli così sarà possibile vedere la NOSTRA TERRA LIBERA. è vero la mafia e la malavita sono ben radicate,ma se non smetteremo di lottare e portare esempi di legalità nel quotidiano, tutto questo sarà possibile!!

  • Premetto che non credo alle favole, però se nella storia siamo riusciti a capovolgere le situazioni più difficili e catastrofiche, perché non riuscire anche in questa? La Sicilia è una terra ricca e fertile. Secondo me un barlume di speranza c’è.