Skellig

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Se avrete voglia di leggere Skellig di David Almond quando chiuderete il libro non potrete liberarvi della domanda insistente: chi –o, meglio che cosa- è Skellig? Questa in breve la vicenda: la famiglia di Michael si è da poco trasferita in una casa nuova. Mentre il papà è impegnatissimo nel rimetterla a posto (l’ultimo proprietario non l’aveva trattata troppo bene) la mamma si occupa della figlia appena nata, che entra ed esce dall’ospedale per controlli al cuore. E così Michael, preoccupato per la sorellina e lontano dai compagni di giochi, è un po’ solo. Esplorando il garage trova uno strano essere denutrito e affetto da artrite che gli chiede da mangiare. La bambina sta sempre peggio, mentre lo strano essere sembra pian piano riprendersi. Intanto Michael conosce Mina, una vicina di casa che passa le giornate studiando il comportamento degli uccelli e recitando le poesie del visionario William Blake imparate dalla mamma… Non sembra una storia particolarmente avvincente. E invece prende il lettore. Per esempio: ci deve essere un collegamento tra la bambina senza nome e la creatura senza una natura ben definita, ma qual è? I due si incontrano, a un certo punto, nel sogno della mamma. Ma è sogno o realtà? Appunto. Ad Almond piace restare nel limbo, tra il naturale e il soprannaturale: «Quando ero piccolo la mamma mi diceva che le scapole sono la traccia lasciata in noi dalle ali che avevamo quando eravamo angeli» dice nel suo sito. E poi c’è la presenza (posticcia?) delle poesie di Blake, non esattamente un autore per ragazzi… Eppure forse la chiave di lettura del libro sta proprio lì: «L’ anima salta fuori e poi salta dentro di nuovo. E’ come un ballo. Anche William Blake sveniva ogni tanto. Diceva che l’ anima è in grado di saltare fuori dal corpo per un po’ e poi saltarci dentro di nuovo. Diceva che le cause potevano essere forte paura o enorme dolore. A volte poteva essere per troppa gioia. E’ possibile essere sopraffatti dalla presenza di tanta bellezza nel mondo (pag. 126)». Forse. Un altro tema del libro è quello dell’istruzione. Mina non va a scuola perché lei e sua mamma ritengono che la scuola invece di formare deforma le persone, perché limita la creatività. Per questo lei studia a casa con la mamma, legge poesie, lavora la creta, osserva la natura, ne ode i suoni più nascosti. Michael, invece ha un buon rapporto coi suoi compagni e con i prof, specialmente con la signora Dando. Ecco cosa dice Almond nel suo sito: «Mi interessa molto l’istruzione, come impariamo. Alcuni ragazzi, come Mina, ricevono un’ottima istruzione in casa, ma c’è il pericolo dell’isolamento. Di questi tempi ci sono molte scuole e professori davvero in gamba, anche se penso che il nostro approccio all’istruzione sia ancora troppo formale. Ci sono troppe e innecessarie pressioni su professori e alunni». Se Argilla parla della polvere, dell’attaccamento alla terra, del peccato, Skellig parla invece del cielo, di volare, di ali da spiegare. E come lì non tutto è negativo e buio ma c’è spazio per la speranza, per la volontà di uscire dal gorgo del male, così per contrasto qui non tutto è luminoso e solare: c’è l’ansia del cielo, ma c’è il dolore, le ali sono incrostate, le forze vengono meno. Questo chiaroscuro è il tratto caratteristico dei libri di Almond, che pur intrisi di speranza e trascendenza non negano la pesantezza della vita e la debolezza della volontà, dando una bella descrizione dell’esistenza, di ogni vita, in cui la virtù e il valore non ci sono dati, ma emergono con fatica. E tutto questo attraverso storie semplici, storie di ragazzi, senza pretese letterarie né ricercatezza formale. Skellig ha avuto grande successo nel mondo anglosassone. E’ stato adottato in molte scuole e ha avuto adattamenti per il teatro e per una tv inglese.

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Skellig
Autore: David Almond
Genere: Fantasy
Editore: Salani
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 151
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.