SMS addio?

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La fine degli SMS, così come li conosciamo, s’avvicina. Sono passati vent’anni dal primo messaggino e gli Short Message sono riusciti nel tempo a resistere agli attacchi dei siti di invio gratuito online e dei primi sistemi di chat. Oggi iniziano però a vacillare, sotto il fuoco incrociato delle app di messaging che si stanno diffondendo su Android, iPhone e BlackBerry. E difficilmente questa volta potranno resistere, a meno che le compagnie di telefonia mobile non decidano di farli diventare completamente gratuiti, ma perché dovrebbero?

Con i suoi undicimila messaggi al secondo, sembra WhatsApp la migliore candidata alla vittoria. Deve il nome a un gioco di parole che richiama la frase inglese “What’s up?” ed è una delle apppiù promettenti per la messaggistica su smartphone. Funziona su iPhone, Android, BlackBerry e Nokia, con sistemi di pricing che sfiorano la gratuità, ed è passata in due anni da un milione a un miliardo di messaggi all’ora. WhatsApp permette anche di inviare immagini, video e file audio e non richiede di gestire una nuova rubrica, è infatti abbastanza intelligente da sincronizzarsi con i contatti già presenti sul telefono. Ecco perché ha ragione il Financial Time, quando afferma che  WhatsApp “sta rappresentando per gli SMS quello che Skype ha rappresentato per la telefonia”, facendo viaggiare le telefonate sulla rete Internet anziché su quella telefonica. I concorrenti peraltro non sono pochi, a testimoniare che il mercato è buono e promette bene. Da Viber a Apple iMessage, da Facebook Messenger fino all’italiana Indoona, l’app di Tiscali che permette di chiamare, videochiamare e inviare messaggi ed è disponibile sia per PC che per iTunes e Android.

Alcuni analisti, come Luca Annunziata di Punto Informatico, non sono tuttavia d’accordo a decretare fin d’ora la fine dello Short Message Service, ad oggi l’unico servizio di messaggistica davvero standard e interoperabile. Anche se, come riporta proprio Punto Informatico, l’operatore mobile finlandese Sonera ha ammesso che “la vigilia di Natale 2011 ha fatto registrare oltre 2 milioni di SMS in meno sulla rete nazionale” e Erik Hörnefelt di Tre ha dichiarato: “l’era dei messaggi di testo è finita, la gente usa Facebook al loro posto”. Ora, potrà sembrare azzardato affermarlo, ma nel’era della massima diffusione dei social network e della navigazione web su smartphone e tablet, non ha proprio più senso trattare il servizio SMS in modo diverso da qualsiasi app che utilizzi il traffico internet, e se non sarà WhatsApp sarà qualcos’altro, ma l’era degli SMS come li abbiamo conosciuti fino ad oggi volge al termine. E con essa, forse, quella dei romantici 140 caratteri in cui tutto si riusciva a dire, da “xkè non mi kiami?” a “amò dove 6?”, con buona pace di Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli, peraltro sbarcati anch’essi sull’Apple Store.

Articolo tratto da Dimensioni Nuove

Cogitoetvolo