Sogni di carta a peso d’oro

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Prendo spunto da un articolo di qualche mese fa pubblicato sul quotidiano “La Repubblica” in merito ai concorsi letterari italiani. Al vaglio dell’indagine una lista di circa 1800 premi, tra questi, purtroppo, non tutti affidabili. L’intento era quello di mettere in guardia lo scrittore esordiente (e non) prima che inviasse le proprie opere ad un qualunque concorso e prima di incappare in una vacua spesa editoriale.

Come già ho accennato in precedenza, ogni anno in Italia si tengono ben 1800 concorsi letterari, un numero arrotondato per difetto che sembrerebbe rendere giustizia a un popolo di poeti, scrittori e romanzieri. Eppure, ascoltando chi ha passato anni a inviare opere a misteriose giurie, si scopre una realtà diversa, tutt’altro che limpida.

Lontano dai riflettori dei premi che contano emerge una serie di gare improbabili, sfornate da professionisti e minuscole case editrici, un mondo dove i sogni di carta si pagano a caro prezzo e dove, tra tasse d’iscrizione, spese di segreteria e contributi pubblici, il giro d’affari supera gli 11 milioni di euro.
L’Italia è il paese al mondo con più premi letterari, una vera e propria industria! Nella lista troviamo concorsi illustri come lo Strega, il Campiello, il Bancarella, il Bagutta e il Viareggio. Poi ci sono concorsi nati per emulazione e i premi organizzati per animare la vita culturale di una provincia, per ricordare un autore del posto o per invitare alla lettura. Ognuno ha una sua dignità e una ragione di esistere, ma anche sommandoli tutti non arriviamo a quota 1800.

Nel mondo d’oggi in cui al “Veni, Vidi, Vici” fa eco lo “Scrivi, Paga, Vinci” si attestano migliaia di micro premi tra i quali si aggirano gli aspiranti scrittori. Giovani con ambizioni letterarie e insospettabili vicini di casa, disposti a pagare pur di pubblicare libri destinati all’invisibilità si aggirano ai margini di una industria che fattura quasi tre miliardi e mezzo di euro l’anno. Bussano alle porte delle oltre settemila case editrici con un unico chiodo fisso: come mostrare al mondo di avere talento. Da qui ai concorsi il passo è breve e alla portata di tutti, basta avere dei soldi. Il talento non è necessario.
Ma ci sono poeti, il cui talento è stato riconosciuto dopo lunghi anni di gavetta, che hanno vissuto per tanto tempo nel sottobosco dei premi letterari. Scrivevano, pagavano tasse di lettura, vincevano. E ricominciavano da capo accumulando bauli di pergamene e medaglie.

Ma qual è il guadagno?
Si parte dalla tassa di iscrizione rappresentata dalla cosiddetta tassa di lettura o dalle spese di segreteria. Le cifre richieste variano da 5 a 50 euro e l’ incasso dipende dal numero di concorrenti. Circa il 70% dei micro premi prevede un contributo economico, dunque, calcolando una media di 10 euro e ipotizzando 100 partecipanti a concorso (ma non mancano le eccezioni con migliaia di iscritti) si può stimare un volume di affari superiore al milione di euro. Cifra ragguardevole ma insufficiente a descrivere il vero business. E non finisce qui. Infatti chi partecipa a un concorso, pur non essendo tra i vincitori, riceve una lettera in cui gli si comunica che la sua opera può essere pubblicata, ma solo previo contributo economico. È proprio il desiderio di scrivere e di apparire ad autoalimentare il mercato.

Qualcuno invita gli esordienti a non prendere parte al gioco sporco della “premiopoli”, devono interrompere la catena, rifiutarsi di partecipare a questo tipo di concorsi, evitare di pubblicare a pagamento.

Forse basterebbe ricordare la reazione irriverente di Montale quando per telefono gli comunicarono che aveva vinto il Nobel. «Dovrei dire cose solenni, immagino. Mi viene invece un dubbio: nella vita trionfano gli imbecilli. Lo sono anche io?».
 

Sono Domenico, ho 29 anni e una passione smodata per la scrittura. Il mio sogno nel cassetto è scrivere un libro, l’altro è un viaggio per il mondo in sella alla mia bici. “Strappare la bellezza ovunque sia e regalarla a chi mi sta accanto” è quel che tento di fare attraverso i miei articoli. Spero che un pizzico di quella bellezza arrivi dritta dritta ai vostri cuori! Buona lettura!!!