Sogni infranti

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Negli ultimi decenni si è assistito a tutta una serie di sgradevoli eventi che hanno sconvolto il mondo del ciclismo nostrano e internazionale. Squalifiche a corridori professionisti per periodi più o meno lunghi, gare già vinte e annullate, arresti e tant’altro, si sono susseguiti e piombati sul mondo del ciclismo e come unico denominatore hanno avuto il doping, rendendo questo spettacolare sport una ridicola “messinscena” e allontanando migliaia di fans. Il doping è una grave malattia che affligge questo sport e proprio non vuole saperne di scomparire a causa di un semplice ma fondamentale e sconcertante fatto: ovvero è un virus che affligge in maniera diretta la radice di questo sport, i giovani.

Tanti infatti sono quei giovani appassionati di questo sport che non appena si apprestano ad affacciarsi nel panorama di rilievo si trovano di fronte direttori tecnici e preparatori atletici, che per seguire le “esigenze” degli sponsor e degli affari, inducono i loro corridori a doparsi per migliorare le prestazioni e raggiungere artificialmente determinati obiettivi. In uno sport come il ciclismo bastano solo preparazione, serietà e cuore, perché in fondo tutto ciò di cui il nostro corpo umano necessita per migliorarsi e resistere, ovvero i componenti energetici, si trovano in natura. Cercare quindi una facile e comoda scappatoia risulta essere uno schiaffo verso tutti quegli anni di preparazione, di sacrifici, di sudore che un giovane effettua per passione verso uno sport che “ama”.

Troppi giovani decidono di abbandonare il mondo del ciclismo professionistico, di buttare in aria anni di tenacia e fiducia e duri allenamenti sotto vento, pioggia, gelo e sole, questo significa che parecchi talenti sono andati perduti a causa dei pochi controlli nelle categorie giovanili, epilogo del ciclismo nostrano che non vede di certo un futuro roseo.

La domanda nasce spontanea: perché rendere uno sport storico, che ha la capacità di associare spettacolo ed avventura, solo una messinscena per ingenti interessi economici?

 

Cogitoetvolo