Sole a catinelle

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Un film di Gennaro Nunziante. Con Checco Zalone, Aurore Erguy, Miriam Dalmazio, Robert Dancs, Ruben Aprea. Sceneggiatura: Gennaro Nunziante, Checco Zalone. Produzione: Medusa Film.Genere: Commedia. Durata: 90 min. Paese: Italia. Anno: 2013. Data di uscita: 31 ottobre 2013. Target: 11+

Checco è un mediocre venditore di aspirapolvere, perennemente senza un soldo e in crisi con la moglie. Nonostante tutto, promette al figlio decenne una vacanza indimenticabile qualora riuscirà ad avere dieci in tutte le materie. I famigerati dieci arrivano, così padre e figlio partono per un viaggio avventuroso e pieno di sorprese …

 Sguardo perso nel vuoto, ghigno perennemente stampato sul volto, linguaggio colorito e meridionalegiante. Abbiamo ormai imparato a conoscere bene Checco Zalone. La sua espressione da ebete, che riempie e spopola in tutti i cinema d’Italia, è ormai sicura garanzia di una commedia divertente che sfiora ma non supera mai il limite della volgarità. Un’ora e mezza di puro rilassamento durante la quale è possibile mettere da parte tutti i pensieri per abbandonarsi a grosse e sincere risate.

In questo film Checco incarna in pieno l’italiano medio, imbarbarito da un ventennio politico che ha investito anche, e soprattutto, il modo di approcciarsi all’esistenza: la sua primaria e più grande aspirazione è quella di vivere nel lusso più sfrenato. Ma questo è un sogno destinato a svanire in una nube di polvere, come quella che Checco tenta di combattere attraverso il suo lavoro di rappresentante di aspirapolvere. Esaurita l’immensa schiera dei parenti a cui vendere il prodotto, il protagonista paga a caro prezzo l’esigenza di possedere tutto (ma proprio tutto) anche a costo di pagare con assegni postdatati e di contrarre finanziamenti impossibili da restituire. Una vita che risponde ad un solo ideale: quello del consumismo a tutti i costi. Ma la crisi arriva inesorabile e investe non solo i rapporti economici, ma anche quelli familiari, che iniziano a disgregarsi inesorabilmente.

Ciononostante la filosofia di Checco rimane salda: l’amore incondizionato per il figlio e per la moglie non è mai, nemmeno per un istante, messo in discussione. Inoltre ogni situazione in cui ci si viene a trovare, anche la più buia e disperata, deve essere affrontata secondo il protagonista con una generosa dose di ottimismo. La risata, la battuta sempre pronta, la risposta arguta sono i mezzi per far splendere il “sole a catinelle” su una realtà che è, per la verità, resa fradicia dalla cattiva gestione della cosa pubblica, dall’insensibilità e dalla spietatezza dei grandi manager della finanza.

Tutta la società italiana viene quindi investita dall’ironia semplice e graffiante di Checco, che smaschera gli aspetti grotteschi di ogni categoria sociale: dai “radical chic” neocomunisti, vegani e amanti degli animali e della meditazione, ai manager esponenti di Confindustria sempre divisi tra bollicine di champagne e campi da golf.

Quest’impostazione, però, trascura un dato fondamentale: la crisi economica non può semplicemente essere combattuta con una risata, né tanto meno mascherata da slogan come “va tutto bene” o “i ristoranti sono tutti pieni”. Al contrario la crisi deve costituire un’opportunità per ripensare e riscrivere i valori che stanno alla base della nostra esistenza, fondandola non sul consumismo e le pericolose speculazioni finanziare, ma sul lavoro, sui diritti e sull’onestà.

Insomma Checco Zalone ci ha proposto una commedia ben strutturata e solida, senza troppe pretese, che assicura però un sano e salutare divertimento.

Amo studiare le lingue straniere, ascoltare musica, viaggiare e, naturalmente, leggere. Amo in particolare i classici del passato, poiché sono convinta che solamente conoscendo il pensiero di chi ha vissuto prima di noi, possiamo capire e interpretare nel modo migliore il mondo in cui viviamo.