Sotto l’occhio dell’orologio

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E’ l’autobiografia di un ragazzo tetraplegico, Christopher Nolan. A causa di una complicazione durante il parto è nato con una paralisi cerebrale che lo costringe sin dall’inizio in una sedia a rotelle, senza poter muovere neppure un muscolo, tranne la testa e gli occhi. Ma il cervello e il cuore gli funzionano a meraviglia, e la mamma crede moltissimo in lui e così, standogli con il suo affetto e una forza d’animo capace di smuovere le montagne gli insegna a scrivere (con l’aiuto di un particolare computer e di una specie di corno attaccato alla testa). Il racconto è in terza persona: ripercorre le tappe della sua istruzione, la scuola per tetraplegici nell’infanzia, gli anni belli alla Mount Temple Comprehensive School di Dublino, l’esame di ammissione al Trinity College. A 15 anni Christopher pubblica una raccolta di poesie e brani di prosa dallo stile originale e dal lessico ricercato che viene subito apprezzata dalla critica e paragonata alla grande poesia irlandese (soprattutto Joyce). A 21 anni pubblica Sotto l’occhio dell’orologio che gli frutta il Whitbread Book Award. Dimenticate le storie strappalacrime sui malati in sedia a rotelle e lo stile struggente di chi le racconta. Il racconto di questo libro è completamente diverso. Virile. Ci sono le battaglie che Christopher ha sferrato contro se stesso per accettare la malattia, la determinazione e la grinta con cui ha voluto mettere a frutto il suo talento artistico e la disperazione dei momenti più duri, il difficile rapporto con il Dio che ha permesso tutto questo e le tracce di dolcezza, come ditate di miele, lasciate da ogni gesto di affetto ricevuto dai genitori, dai compagni di scuola, dagli amici. E un lessico ricercato e per niente banale.

Alla Mount Temple di Dublino quattro ragazzi appassionati di musica terminavano la Secondary School proprio negli anni in cui Christopher la cominciava. Si chiamavano Paul Hewson, Larry Mullen Jr, David Evans e Adam Clayton. Su iniziativa di Larry, batterista, che aveva affisso un annuncio nella bacheca della scuola per cercare musicisti disposti a suonare con lui, costituirono una band musicale chiamata ‘Feedback’. Sarebbero diventati gli U2. Attenti sin da allora ai problemi sociali e sensibili alle necessità di chi ha bisogno, anni dopo hanno voluto scrivere una canzone per Christopher. Si chiama Miracle Drug e parla dell’amore di una madre per il figlio che non può parlare. Pur non essendo una delle loro canzoni più famose merita di essere ascoltata. Riportiamo la versione tratta dal concerto Vertigo 2005 – Live from Chicago. Il testo (riportato di seguito in traduzione) è molto toccante. Christopher Nolan è morto il 20 febbraio 2009, all’età di 44 anni.

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  Ed ecco il testo: Voglio viaggiare dentro la tua testa passare il giorno là… per ascoltare le cose che non hai detto e vedere cosa puoi vedere voglio ascoltarti quando telefoni riesci a sentire proprio tutto? voglio vedere i tuoi pensieri prendere forma e camminarci sopra la libertà ha una profumo, come la cima della testolina di un neonato le canzoni sono nei tuoi occhi le vedo quando sorridi ne ho avuto abbastanza, ma non mi sto arrendendo ad una droga miracolosa non c’è un limite alla scienza e al cuore umano non c’è fallimento qui, tesoro, c’è solo quando vai via sono tuo e tu sei mia l’amore non ha il senso dello spazio e il tempo… scompare l’amore e la logica ci mantengono chiari la ragione è dalla tua parte, amore… le canzoni sono nei tuoi occhi le vedo quando sorridi ne ho avuto abbastanza degli amori romantici mi arrenderei, si, mi arrenderei per un miracolo, una droga miracolosa, una droga miracolosa Dio ho bisogno del tuo aiuto stanotte sotto il rumore e il fracasso sento una voce che sta sussurrando nella scienza e nella medicina “ero uno straniero che tu hai fatto entrare” le canzoni sono nei tuoi occhi le vedo quando sorridi ne ho avuto abbastanza degli amori romantici mi arrenderei, si, mi arrenderei per un miracolo, una droga miracolosa, una droga miracolosa una droga miracolosa, una droga miracolosa…

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Sotto l’occhio dell’orologio
Autore: Christopher Nolan
Genere: Storia vera
Editore: Guanda
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 198
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.