Spaccato in due. L’alfabeto di Gianluca

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La storia di Gian, un ragazzo che ha affrontato coraggiosamente la morte. Anzi la vita.

La storia di Gianluca Firetti inizia nel dicembre 2012, quando gli viene diagnosticato un tumore osseo. Gianluca ha 18 anni, studia per diventare perito agrario, calciatore appassionato, un giovane come tanti altri. Gianluca morirà due anni dopo, il 30 gennaio 2015. Nel frattempo la sua vita è cambiata: Gianluca è diventato per chi gli sta attorno un esempio di fede incrollabile, affronta la morte con serenità, è felice. I suoi migliori amici, irrimediabilmente segnati dalla sua testimonianza, raccontano la sua storia negli oratori e nelle parrocchie.

Pochi giorni fa alla Festa dei Giovani di Jesolo c’erano anche loro. E hanno parlato davanti a 8000 ragazzi, dai 15 ai 25 anni. La voce tremante, gli occhi lucidi, ma lo sguardo fiero, ricolmo della certezza di un amore vero. Così Gian, come lo chiamano loro, è entrato anche nella mia vita. Ho comprato il libro scritto da Gian prima di morire assieme a don Marco D’Agostino e ora lo sto leggendo avidamente: è capace di scardinare ogni mio pregiudizio, va dritto al cuore, sorprende. S’intitola Spaccato in due. Penso si riferisca ad una frase che Gian amava ripetere, rivolto a Dio: “Ti prego, smezzami la croce”. Ciò che più colpisce nella storia di questo giovane è la consapevolezza della morte presente. Racconta don Marco, che gli è stato vicino quasi ogni giorno, che, pregando l’Ave Maria, Gian dentro di sé non recitava “adesso e nell’ora della nostra morte”, bensì “adesso e adesso”. Era consapevole di ciò a cui stava andando incontro e proprio per questo voleva che tutti attorno a lui fossero felici, godessero la vita istante per istante, senza sprecare nemmeno un attimo. La sua prima preoccupazione? Sempre gli altri. Come quando, pochi giorni prima di morire, a don Marco, appena arrivato in ospedale, chiede prima di tutto come sia andato il compito di recupero di un suo amico e, sebbene ormai stremato e sofferente, non rinuncia a scrivergli un messaggio per complimentarsi del bel voto. Non ha paura Gian, non chiede a Dio di risparmiargli il suo destino, ma semplicemente di accompagnarlo, per rendere anche la sofferenza fisica un cammino di gioia, per sé e per gli altri: “smezzami la croce”.

Gian è fermamente convinto che Dio non gli stia rubando qualcosa, ma gli stia donando un’opportunità. Racconta don Marco: “Gian è una vera e propria calamita. Ha la forza e la capacità di chiederti, anche silenziosamente, che la tua vita sia bella. Ti chiede che la tua salute non sia sprecata, perché lui sa cosa significhi perderla”. Queste parole acquistano ancor più valore pensando a quel gruppo di amici che quasi ogni giorno fa visita Gian e che ha deciso di portare avanti il suo esempio. La storia che più colpisce è quella di Emanuele, ragazzo di 20 anni che conosce Gian per via di amici comuni e gli sta accanto negli ultimi tre mesi. Un giorno si presenta all’Hospice, dove Gian è accudito, da solo. Fuori diluvia, è metà dicembre, il freddo penetra nelle ossa, chiunque se ne starebbe a casa. Emanuele, invece, è accanto al letto di Gian, tra le mani stringe una medaglia d’oro. L’ha vinta ai campionati nazionali di canoa. La regala a Gian, sebbene lo conosca solo da poche settimane. La motivazione? Perché le medaglie d’oro si danno ai vincenti, a chi giorno dopo giorno affronta la sua battaglia, con sacrificio e dedizione. Perché Gian aveva una battaglia da vincere. Anzi, con la sua fede l’aveva già vinta.

Nella storia di Gian non c’è spazio per il dolore né per la morte. I suoi amici non smettono mai di ricordare ciò che lui ha insegnato loro, il dono più grande: vivere in pienezza l’oggi. Valentina, amica storica, ricorda con un sorriso: “più la malattia lo mangiava, più la sua anima splendeva”. E splende ancora oggi, a un anno di distanza. L’ho capito, anzi l’ho sentito sulla mia pelle quando 8000 giovani, ritrovatisi a Jesolo per far festa, per far casino, sono rimasti in perfetto silenzio, con le lacrime agli occhi e il sorriso sulle labbra. Perché la vita di Gian è stata una festa, bella sempre, prima e dopo la malattia. Più grande del casino, più grande delle parole, più grande del tempo sprecato da molti ragazzi, un giovane vero.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Spaccato in due. L’alfabeto di Gianluca
Autore: Gianluca Firetti
Genere: Testimonianza
Editore: San Paolo
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 160
Alvise Renier

Perdutamente affascinato dalla domanda che il pastore errante dell'Asia non riesce a trattenere di fronte al cielo stellato: “Che fai tu Luna in ciel?”. E’ lo stupore il sale della vita! Amante della realtà in tutte le sue sfaccettature: continuamente teso alla ricerca della meraviglia e dell'infinito. Acerrimo nemico dell’indifferenza e terribilmente curioso, assetato di conoscenza, inguaribile ottimista. Scrivo per andare oltre, al cuore della realtà.