Speak. Le parole non dette.

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All’inizio del I anno di liceo Melinda Sordino parla per monosillabi. Dopo quello che le è successo, in estate, durante una dannata festa, ha chiamato la polizia e si è guadagnata un’etichetta di sfigata che nessuno più le toglierà. Rachel, la sua ex-migliore-amica non le parla più e preferisce unirsi al gruppo degli studenti stranieri, Ivy è troppo timida e insicura per darle una mano, Haether è troppo impegnata a inserirsi in uno dei club delle Persone Giuste attivi nella scuola (il Latino, il Bowling, il Musical… alla fine approda al Club delle Marte…). Così lei non trova nessuno con cui condividere il suo segreto e sfogare il suo dolore e vive nel suo mondo, apparendo immatura all’esterno mentre invece è più matura dei suoi coetanei. Nei momenti disperati si chiude in uno stanzino della scuola dove ha creato una piccola tana.

«So che la mia testa ha qualcosa che non va. Voglio andarmene, trasferirmi, deviare su un’altra galassia. Voglio confessare tutto, passare il senso di colpa e gli sbagli e la rabbia a qualcun altro. Ho una bestia nella pancia, riesco a sentirla che mi graffia dentro le costole. Anche se cancello i ricordi, resterà con me a mordermi. Lo sgabuzzino è una cosa buona, un posto tranquillo che mi aiuta a tenere questi pensieri dentro la testa dove nessuno può sentirli». E così l’anno va avanti tra un brutto voto, il laboratorio di artistica, qualche litigio coi genitori. Fino all’epilogo, con un barlume di speranza, per fortuna.

Speak è un libro drammatico, e non solo perché racconta il dolore e la solitudine  vissuti da Melinda. Il dramma è anche nella superficialità delle amicizie liceali, nell’incapacità dei genitori di ascoltare la figlia, nella scuola democratica e all’avanguardia che non sa prendersi cura, però, di uno studente in difficoltà. Ma non è tutto nero. C’è anche qualche personaggio positivo come David, il classico bastian contrario che è l’unico ad avere il coraggio di prendere posizione contro un professore razzista mentre tutti i compagni calano la testa per evitare una sfuriata o un brutto voto, o il prof Freeman (nomen omen?) di educazione artistica, eccentrico e un po’ stralunato, ma che alla fine è l’unico che riesce a far breccia nel mutismo di Melinda.

E tuttavia, pur riportando una vicenda triste, il libro non è una lagna. Anzi, ha un tono ironico e simpatico e uno stile scorrevole. Alcune pagine sono proprio divertenti come quelle che descrivono la preparazione del tacchino per il thanksgiving a casa Sordino, o le lezioni di educazione artistica, o ancora le vicende della squadra di football.

Speak è una storia di adolescenti un po’ estrema ma non così rara, purtroppo. L’ambientazione è tipicamente americana (cheerleaders, scuola stile twilight, ecc.) ma la vicenda potrebbe benissimo svolgersi in una delle nostre città, e di fatto i nostri quotidiani riportano con una certa frequenza storie simili (soprattutto quelle che terminano in tragedia). Il libro viene venduto in un cofanetto insieme al dvd del film in cui Melinda è Kristen Stewart (giovane ma convincente, in un ruolo non semplice). Molto apprezzato negli Stati Uniti, il film non è uscito nelle sale italiane (e infatti il dvd è in inglese, ma coi sottotitoli in italiano).

Col cofanetto di Speak il gruppo editoriale Giunti ha voluto dare inizio ad una collana rivolta ad adolescenti chiamata appunto ‘Y’ (da ‘generazione Y’), con l’intenzione di suscitare un dibattito su tematiche giovanili come ben dimostra il website y.giunti.it impostato più come una community che come un sito commerciale.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Speak. Le parole non dette.
Autore: Laurie Anderson
Genere: Romanzo di formazione
Editore: Giunti
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 192
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.