Lo sport della vita

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Tra il dojo e la quotidianità: allenarsi a non mollare mai

È tempo di Olimpiadi invernali, e lo sport diventa il protagonista sugli schermi degli appassionati.
All’Italia del calcio si affianca quella dello sci, del pattinaggio su ghiaccio, dell’hockey: ma al di là delle singole gare, del medagliere e della passione più o meno viva che porta a sintonizzarsi sui canali Rai, cosa ci spinge ad apprezzare e ricercare le attività sportive? Quale significato diamo al mettersi in gioco, all’impegno che richiede l’allenamento in ogni disciplina, per conquistare un obiettivo personale prima ancora che per vedersi al petto un disco d’oro, d’argento o di bronzo?

Proverò a rispondere a queste ed altre domande insieme a Luca Gri, presidente ed insegnante presso Alpha Tribe, associazione sportiva attiva tra Susegana e Vittorio Veneto (TV) che da molti anni porta avanti il suo progetto: formare, attraverso le arti marziali, individui a tutto tondo, dei “guerrieri” che non sappiano lottare soltanto all’interno del dojo ma anche contro le sfide della quotidianità. Iniziamo!

Alpha Tribe - Martial Arts Academy

All’interno della palestra ci si allena al combattimento: si riduce tutto ad uno sfogo dell’aggressività?

Assolutamente no. I cuccioli degli animali sfidano e punzecchiano i propri fratelli, mordendosi e combattendo per prendere consapevolezza del proprio corpo e affinare le tecniche di attacco e difesa: per gli esseri umani non è affatto diverso. Da piccolo giocavo alla lotta, e come me molti altri bambini: non dev’essere vista come qualcosa di esclusivamente violento, non si tratta di una rissa.

I ragazzi si approcciano alle discipline insegnate nel dojo con questa consapevolezza, a tuo parere?

Alcuni certamente no, ma è una maturità che si può acquisire durante il percorso. I ragazzi possono iscriversi ai corsi con l’obiettivo di sfogarsi, di scaricare la tensione, ma l’impegno richiesto per proseguire nello studio è tanto. Per questo cerco sempre di appassionarli a ciò che imparano, portando entusiasmo nel gruppo e parlando con ciascun allievo: è importante che riconoscano il bello in quello che fanno, che si divertano acquisendo nuove abilità.

Hai tenuto alcune lezioni di arti marziali anche nelle scuole, ma la tua esperienza non si è limitata a questo: puoi raccontarci qualcosa di più a proposito del rapporto maestro-allievo?

Oltre che nelle scuole, ho insegnato anche a persone diversamente abili: ed è stata una vera sorpresa. Ciascuno di loro, nonostante l’handicap, ha saputo dare il meglio e impegnarsi oltre ogni aspettativa, gareggiando in costanza e forza di volontà con i normodotati. Se scatta la scintilla, le persone alimentano il fuoco: e per dare quel primo impulso a credere in se stessi serve tanta empatia.

Aikido

Insegni anche autodifesa…

Esatto. Mi è capitato di ascoltare storie che ovviamente non posso riferire, ma c’è chi si avvicina a quest’ambiente spinto dalle criticità che si trova ad affrontare, siano il bullismo o la violenza domestica. In casi come questi il maestro diventa una figura di riferimento, un mentore, non solo e non più un personal trainer. Non è facile diventare come i guerrieri che si vedono nei film, ma non è facile nemmeno diventare guerrieri della vita, pronti ad affrontare qualsiasi situazione: ci vuole coraggio, per superare la paura, per lottare contro le proprie insicurezze, per vincerle una volta per tutte e vivere con la consapevolezza di poter badare a se stessi, di non essere inermi di fronte alle difficoltà, di qualsiasi natura esse siano.

Allenare il fisico per allenare anche la mente, quindi. Mens sana in corpore sano, dicevano gli antichi: avevano ragione?

Sì, posso condividere la massima: al contempo, per portare il proprio corpo verso determinati risultati, è necessario perseverare, non farsi scoraggiare, perché la stessa tecnica va ripetuta migliaia di volte prima che sia perfetta e questo richiede tempo e concentrazione, dedizione e determinazione. Non è possibile ottenere tutto subito, ed è imprescindibile fare fatica. Si plasma il carattere, con le sconfitte; imparare a rialzarsi e ricominciare daccapo è la lezione della vita.

Grazie!

Chiara Tomasella

Nata a Conegliano Veneto, da quando ha imparato a tenere una penna in mano adora riempire ogni pagina bianca con l'inchiostro dei pensieri; attualmente studia Lettere Moderne all'Università di Udine, dedicando il tempo libero alla scrittura e alla fotografia.