Sposala e muori per lei: uomini veri per donne senza paura

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Ci siamo. Dopo Sposati e sii sottomessa”, rivolto alle donne, la bravissima Costanza Miriano – moglie, madre di quattro figli e «un’attività di copertura, fa la giornalista al tg3» – scrive un libro che, a giudicare dal titolo, si rivolge agli uomini.
Noi sottomesse? Ci eravamo forse un po’ risentite? Ci siamo sorbite quelle lettere, quei consigli su come essere vere donne, «una pratica estrema per donne senza paura»?

Ebbene, adesso ci aspetta il bis. Sì, perché pensavamo che fosse arrivata l’ora della “vendetta”, il momento della ramanzina anche per loro, gli uomini, e invece… In “Sposala e muori per lei” ce n’è ancora per noi donne, è un altro libro rivolto soprattutto alla nostra specie femminile. Non che l’autrice abbia progettato questo “inganno” sin dall’inizio, ma alla fine non ce l’ha fatta, ha capito che tanto loro le prediche non le ascoltano, «l’uomo si convince solo così: quando qualcosa tocca il suo cuore»; «se c’è un modo per invitarlo all’eroismo che tanto desideriamo da lui, è solo lasciandoci inseguire con la nostra bellezza, (…) con l’esempio». Perché «la donna è come uno specchio che riflette all’uomo il suo stesso volto», e quindi spesso i pregi e i difetti dell’uomo si “specchiano” in quelli della donna. Basta piagnucolare, e basta voler “migliorare” il proprio uomo! Bisogna accettare i suoi e soprattutto i propri limiti, che sono poi ciò che ci caratterizzano e ci fanno capire l’importanza di consegnare la propria vita a qualcuno, senza dimenticare però che «quella creatura da sola non saprà colmarci definitivamente, ma ci accompagnerà nel cammino» verso la Felicità eterna.

Un libro in cui la Miriano prende spunto dalla vita di coppia di alcune sue amiche per riflettere su fidanzamento, convivenza, sessualità, vita matrimoniale, educazione dei figli e rispettivo ruolo del padre e della madre, pari dignità tra i sessi e differenze tra donne e uomini, importanza del lavoro, del buonumore e tanto altro. No, non si tratta della solita predica noiosa e moralista; sarà forse sembrato un po’ irritante per qualcuna delle amiche cui è rivolto ognuno degli 11 capitoli (con consigli su come essere vere donne), o ancor di più all’amico eterno adolescente, che va sempre a caccia di nuove emozioni, vuole provare tutto – anche le ragazze -, senza giocarsi seriamente la vita e prendersi le sue responsabilità di Uomo vero; è un libro spassoso, ironico e serio al punto giusto a partire dal titolo, che fa riflettere su temi importanti con semplicità e schiettezza e la giusta dose di ironia.

Matrimonio, mogli, mariti, figli, lavoro, parole per qualcuno un po’ lontane, visto che ancora ad essere figli siamo noi. In poche parole Futuro: quello che fa paura non solo a noi giovani, ma anche a quegli adulti eterni adolescenti, alle coppie di amici fidanzati di cui l’autrice parla nel libro, impauriti di fronte ad una scelta definitiva come il matrimonio, per l’eternità, sinonimo erroneamente, soprattutto per gli uomini, di perdita della propria libertà. Libertà, appunto, è una delle parole chiave di tutto il libro, strettamente connessa al filo conduttore di tutto che è l’Amore, a cui non è mai troppo presto pensare e a cui siamo tutti chiamati, anche se in modo diverso. Ed è inutile dire che il “per sempre” non è quello che vogliamo, che le scelte definitive ci “tarpano le ali”, perché in che cosa consisterebbe altrimenti la nostra libertà? Nel non scegliere mai? Nel lasciare aperta la porta alle altre mille vite possibili? Di vita da vivere pienamente ne abbiamo una sola, e la vita non si fa con i “se”, ma i con i fatti, con le scelte vere, quelle coraggiose, di cui ci assumiamo tutte le responsabilità.

È difficile scegliere e l’esistenza è sempre piena di dubbi, anche in amore: sarà lui l’uomo giusto? Non lo possiamo sapere con certezza. «Intanto perché l’amore è qualcosa di magmatico, mai fermo e compiuto. Poi perché la persona giusta semplicemente non esiste». Sarebbe un’illusione pensare che esista l’uomo o la donna “perfetta”, senza i suoi limiti, le sue fragilità, o che nel corso della relazione non ci debbano essere momenti di crisi «che, giusto per chiarire, toccano a tutti» e vanno affrontati, anche se con fatica. Così è la vita. Così è l’uomo. Ecco, appunto, «si dovrebbe partire dalla domanda Chi sono io? Chi è l’uomo?» per capire anche «che il matrimonio tra un uomo e una donna (o la vita consacrata) corrisponda al desiderio profondo del cuore umano: la bellezza di un’unione totalizzante e per sempre è quello che desiderano tutti (…). Tutti cominciano una storia pensando che sarà per sempre», e nel matrimonio si prende proprio questo impegno e quindi fare di tutto per stare insieme meglio possibile.

Insomma, se non si fosse ancora capito, in tutto il libro la Miriano vuole far comprendere a tutti – all’uomo soprattutto, più restìo a riconoscere l’eroismo di «morire per la famiglia (…) per una quotidianità apparentemente mediocre» – che «vale la pena sposarsi», come dice nel sottotitolo del 7° capitolo, ed intraprendere questa «elettrizzante avventura»; che non è “la tomba dell’amore”, anzi, tutt’altro, e che non è nemmeno un “contratto di convivenza” in cui dividere perfettamente in parti uguali carichi e doveri indifferentemente, «esattamente il contrario dell’amore. L’amore vuole che si gareggi nel fare quello che piace all’altro, nel togliergli i carichi, nell’anticipare persino i suoi desideri». È così che funziona. E poi una “perfetta uguaglianza” così intesa, di carichi divisi a metà dal ragioniere, non esiste: sarà sempre lei a fare di più dentro casa, perché è così che è fatta. La donna accoglie, custodisce la vita; «l’uomo invece è più portato ad uscire fuori, feconda, costruisce».

Donne e uomini sono diversi. Le differenze tra i generi, piaccia o no – anzi meno male che esiste questa meravigliosa dinamica tra maschile e femminile! -, ci sono e non sono dovuti a condizionamenti sociali; che le femmine siano in grado di fare le stesse cose dei maschi ormai si è capito, non sono necessarie altre “dimostrazioni”, «ma le donne da quando hanno adottato le logiche maschili stanno male».

Le donne dovrebbero ritrovare la loro femminilità, il loro essere donne; gli uomini la loro virilità, che «non è un fatto biologico, ma s’impara, si conquista». L’essere maschio, virile, non c’entra nulla con la mascolinità volgarmente intesa. «Essere uomo vuol dire essere pronto a dare la vita per la propria sposa e per la propria famiglia, o comunque per chi si prende in custodia, e poi anche la propria missione fuori casa», il lavoro, fatto bene, con umiltà e dedizione e non con trascuratezza, anche se all’apparenza mediocre. Perché alla fine sono questi i gesti eroici che salvano il mondo, a poco a poco.

Uomo, “sposala e muori per lei” dunque. Noi sottomesse, ma a loro non tocca mica la parte più facile! Morire… per noi!

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Sposala e muori per lei: uomini veri per donne senza paura
Autore: Costanza Miriano
Genere: Saggio
Editore: Sonzogno
Età minima consigliata: 18 anni
Pagine: 208
Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"