Storie di bimbi nati giusto in tempo per farcela

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I casi di nati prematuri che riescono a sopravvivere e crescere sani, col progresso della medicina, aumentano sempre più.

È il caso di Antonino Pio, nato a 24 settimane e rimasto in ospedale per 4 mesi di terapia intensiva; della piccola Michela che pesava solo 460 g quando, lo scorso 31 dicembre, è nata a Como a 23 settimane e che proprio il 14 agosto scorso è stata battezzata; pensiamo anche ad Esme, anche lei nata viva a 23 settimane nel Regno Unito ma che i medici avrebbero lasciato morire o per aborto procurato o comunque non prestandole le  dovute cure, avendole dato solo l’1% di possibilità di sopravvivenza; o che dire dello straordinario caso di alcuni bimbi giapponesi nati addirittura a 22 settimane; della piccola Daisy Mae, nata a 25 settimane e di cui il papà Wayne ha documentato tutti i suoi progressi sulla pagina facebook a lei dedicata e che ha anche scritto un libro, “Little Daisy Mae, la bimba che non sa aspettare”, in vendita dal 13 settembre e i cui ricavi sosterranno le associazioni di genitori con figli nati prematuri.
Senza dimenticare  la piccola Lily, che proprio nelle ultime settimane sta mettendo in discussione la legge sull’aborto del Regno Unito.

Questi sono solo alcuni dei casi più famosi, ma,  grazie ai progressi nella cura neonatale, ormai,  secondo alcune ricerche condotte sugli ospedali meglio attrezzati del Regno Unito, si sono verificati anche casi in cui sei  su otto di nati prematuri a 23 settimane sono riusciti a sopravvivere nell’ultimo anno, mentre secondo uno studio del 2006 la percentuale era solo del 19%.
Tutti dati che farebbero riflettere chiunque, che metterebbero in discussione le varie legislazioni in tema di aborto dei vari Paesi in cui è consentito anche in gravidanza inoltrata, quando è innegabile che dentro il ventre materno  ci sia un bambino a tutti gli effetti. Pretendere che tutti ammettano che quel piccolo esserino di soli 5 mm con 5 settimane di vita e con il cuore che batte sia una piccola persona, è forse pretendere troppo, e non è il momento di approfondire il tema, ma quando si tratta di storie concrete, di immagini belle che testimoniano la bellezza della vita, allora chiedere di ripensare le proprie posizioni è solo questione di accettare la realtà.

E la storia di Lily Burrows, nata a ventitré settimane di gravidanza nel marzo 2009 in un ospedale del Regno Unito in cui rimase ricoverata per 101 giorni, sta facendo discutere gli inglesi – e non solo – sulla liceità dell’aborto permesso in GB fino alla ventiquattresima settimana, periodo in cui sempre più bambini prematuri riescono a sopravvivere.  A Lily avevano dato solo il 5% di possibilità di sopravvivere e, oltretutto, le avevano predetto che avrebbe avuto una vita dipendente dagli ospedali.

La foto pubblicata sul Daily Mail, invece, dimostra tutto il contrario: Lily è l’ennesima bambina nata giusto in tempo per farcela, adesso ha 5 anni ed è «molto brava, attiva ed adorabile» come dice la sua mamma, pronta per il suo primo giorno di scuola  al St Mary’s Primary School a Bonnyrigg, vicino ad Edinburgo.

Buon anno scolastico piccola Lily e buona vita!

 

 

 

Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"