Superata la natura?

0

Lo scorso 15 marzo la corte di cassazione si è pronunciata sul caso di una coppia omosessuale che, tornando dall’Aja dove nel 2002 aveva contratto matrimonio, si era vista rifiutare dal sindaco la trascrizione del matrimonio nel registro comunale, in quanto in Italia requisito essenziale perchè un matrimonio sia valido è la diversità di sesso dei coniugi.

La corte, in ossequio alle leggi vigenti, ha dato ragione al sindaco: «secondo la legislazione italiana non possono far valere nè il diritto a contrarre matrimonio nè il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all’estero».

Tuttavia, come spesso accade nel nostro bel paese, il giudice non si è limitato ad applicare la legge ma, in aperto contrasto con le norme italiane che poche righe prima aveva applicato al caso in esame, ha dichiarato che «a prescindere dall’intervento del legislatore in materia- quali titolari del diritto alla ‘vita famigliare’ e nell’esercizio del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali, possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata».

A questo punto il giudice avrebbe fatto bene a spiegare nel dettaglio quali fossero questi “altri diritti fondamentali”, perchè altrimenti rischiamo di equiparare al matrimonio qualsiasi tipo di convivenza; infatti se il diritto di adire il giudice per avere trattamento omogeneo alla coppia sposata vale per le coppie gay, varrà anche per le coppie eterosessuali che per i più svariati motivi preferiscono la convivenza al matrimonio e, in ultima analisi, potrebbe valere anche per qualunque coppia che a qualsiasi titolo convive sotto lo stesso tetto (due fratelli per es.), con il risultato che a perderci sarebbe alla fine la coppia sposata: l’unica che per avere diritti assume anche degli impegni, mentre tutti avrebbero i suoi stessi diritti senza assumersi alcun dovere. In poche parole si finirebbe per trattare alla stessa maniera cose completamente diverse.

Un’altra considerazione che il giudice, presidente della prima sezione, già ben nota per aver firmato la sentenza Englaro nel 2007, ha voluto esprimere con questa sentenza è che «è stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio». Io non so cosa ella intenda per “naturalistico”, però certo è che, da che mondo e mondo, l’uomo porta scritto nel proprio corpo che è “strutturato” in modo tale da unirsi stabilmente alla donna, e questa non mi pare una cosa che si può superare con il tempo; e il fatto di riconoscere matrimonio soltanto questa unione stabile uomo-donna oltre ad essere garanzia di sopravvivenza della società a livello demografico garantisce alla società stabilità sociale ed economica, armonia, e in ultima analisi è il trampolino di lancio che favorisce l’inserimento delle nuove generazioni nella società.

Ma se appunto si considerasse superato il requisito della diversità di sesso dei coniugi, si finirebbe per creare qualcosa che matrimonio non è a scapito del matrimonio vero; mi chiedo infatti quale vantaggio potrebbe derivare alla nostra società da un simile riconoscimento, visto che sul piano pratico non ne vedo alcuno.

Io non metto in dubbio il diritto per le coppie omosessuali a convivere, così come non lo nego per le coppie eterosessuali che non vogliono assumere l’impegno del matrimonio, perchè ognuno ha il diritto di abitare con chi vuole, tuttavia non si può pretendere che, per accordare diritti a queste coppie, venga svalutato il concetto di famiglia che come dice la nostra costituzione è una “società naturale fondata sul matrimonio”, che, già profondamente minata dalle leggi sempre più permissive sul divorzo, pare stia diventando sempre più una scelta impegnativa per persone coraggiose.

 

Mi piace tantissimo camminare immerso nella natura e usare le mie mani per dare forma a quel che c'è dentro la mia testa. Ho una passione per tutto ciò che esiste di bello e quindi per la mia Sicilia. Sono laureato in Scienze Storiche e non mi fermo mai davanti alle apparenze ma le scavalco per guardare oltre cercando di far vivere e diffondere la verità intorno a me. Da grande mi piacerebbe fare il giornalista o l'artigiano e il mio grande desiderio è formare una famiglia!