Supereroe

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«Un personaggio eroico con una missione disinteressata ed a favore della società; chi possiede superpoteri, tecnologia molto avanzata, abilità mistiche o doti fisiche e/o mentali molto sviluppate; chi ha una super-identità ed un costume che funge da icona, e che tipicamente esprime la sua storia o personalità, poteri e origine (trasformazione da persona ordinaria a supereroe); ed è generalmente distinto, cioè può essere distinto dagli altri personaggi del relativo genere (fantasy, fantascienza, poliziesco) da una preponderanza di convenzioni generiche. Tipicamente i supereroi hanno duplici identità, di cui quella non comune viene tenuta ben celata.» (da Wikipedia)

Generica ma alquanto esauriente definizione del termine e concetto “supereroe”. Chi fosse interessato ad una dimostrazione pratica di quanto sopra espresso, non deve fare altro che recarsi in un qualunque cinema d’Italia e con cura scegliere il personaggio (tra la miriade di quelli proposti) che più lo ispira e più si addice alla propria sete di straordinario.

Già, perché ultimamente la supereroi–mania dilaga nelle sale di proiezione richiamando, senza alcuna distinzione, giovani e meno giovani. Da Iron Man a Batman – Il cavaliere oscuro, passando per La donna bionica: la moda dei supereroi si fa strada, prepotente, al cinema e non solo con un’infornata di titoli in arrivo. Colossal da milioni di dollari che, nonostante la molteplicità di pellicole di genere affine e, soprattutto, la loro contemporaneità d’uscita, riescono a far registrare record da capogiro ai botteghini. Ma quale è la ragione del successo di questi personaggi che, abbandonata la carta colorata di economici fumetti oggetto cult per gli adolescenti di qualche generazione fa, passando per la tv sotto le vesti di cartoni animati, adesso si fanno carne e ossa sul grande schermo tra effetti speciali mozzafiato e innumerevoli frasi tormentone?

C’è chi attribuisce una funzione “salvifica” all’immagine del supereroe, in momenti di forte tensione, insicurezza, se non addirittura, vera e propria paura. Non a caso le prime produzioni che hanno dato il la all’ondata di eroico che ha travolto le sale cinematografiche del mondo (e continua a farlo adesso) sono del 2001/2002, anno dell’abbattimento delle Torri Gemelle a New York. Le prime serie tv con protagonisti uomini fuori dal normale, eccezionali sono degli anni ’70, anni della Guerra Fredda (ad esempio le serie dell’Uomo Ragno degli anni 1977, 1978, 1979, presentando chiari riferimenti alle vicende socio-politiche del momento in disparati episodi).

Va detto che, comunque, Spider Man è l’eroe che più di tutti si afferma in qualunque periodo. In generale l’eroe è colui che protegge individui o città intere cui non può bastare il sostegno di chi è solo umano (corpo di polizia, amministrazioni) di fronte a pericoli sovra–umani. Dunque, chi va al cinema cerca, oltre ad una ludica evasione dal reale, una temporanea consolazione dai mali quotidiani che affliggono la vita di ognuno.

C’è poi anche un briciolo di speranza, forse, in chi esce dal cinema dopo 2 ore e mezza di Hulk a palla sullo schermo…con uno così brutto al fianco chi ci deve toccare?

C’è chi, invece, nell’eroe individua e mette alla prova quell’attrazione  verso il divino che risiede in tutti e che, nel caso dell’eroe, si manifesta in una forma di “fede” rimaneggiata: lo Spider Man o il Batman di turno si presentano sotto sembianze del tutto umane senza alcuna pretesa ulteriore.  E’ la riproposizione dell’idea di eroe tanto cara ai Greci di età classica: l’eroe è una semi–divinità. Tanto vicina a noi per le proprie debolezze, i suoi vizi, difetti e, soprattutto, per il suo essere mortale (cosa che invece non erano dei e dee elleniche); così lontana da chiunque sia umano e basta per tutto ciò di eccezionale che esso detiene. E’ come se lo spettatore dicesse a se stesso: “Caro il mio eroe, io credo in te…esiste davvero qualcosa che sia al di sopra di me, ma è rassicurante che per certi aspetti ci assomigliamo!”. Magari può essere più appagante rispetto ad un Dio che è ovunque, ma che, fisicamente, non si potrà mai conoscere.

C’è, infine, chi nell’eroe non vede altro che ciò che gli piacerebbe essere, ma che mai sarà! In quella poltroncina è come se vivesse pienamente, stimolato da immagini e suoni fantastici, un sogno irrealizzabile che, sa benissimo, svanirà non appena sullo schermo apparirà la scritta THE END ma che vale la pena godersi. Dunque si sogna, ma, a differenza di quanto accade la notte, consapevoli di starlo facendo… eccitante!

Poi c’è anche chi va a vedere le demenziali parodie di film su supereroi (ad esempio per adesso nelle sale si proietta Superhero)…un tentativo superficiale di desacralizzazione di mitiche figure che comunque mai nessuno scalfirà nel tempo!

In ognuno di noi c’è un po’ di super. Ognuno di noi lo manifesta e, soprattutto, lo ricerca in maniera differente. Dunque ha ragione il più grande dei supereroi, Buzz Lightyear, quando invita tutti noi ad andare : “Verso l’infinito e oltreeeeeee!”?

 

Cogitoetvolo