Taking care…of us!

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Il progetto “Taking care” a servizio di una società coraggiosa: più colorata, più pulita, più sana.

Ci sono progetti che non hanno bisogno di grandi nomi o di grandi pubblicità, sono grandi e basta.

È il caso di “Taking care”: letteralmente, “prendersi cura”. Di cosa? Di chi?

L’idea è semplice: si tratta di architettura sociale, ovvero messa al servizio della società. Ma non della società ricca, benestante, modernizzata e tecnologica. I progetti di questa architettura non prevedono grattacieli, fibra ottica, acciaio e vetro, ma gli obbiettivi da realizzare sono cinque container carrabili, tutti “socialmente utili”.

Si tratta di una biblioteca itinerante, un ambulatorio, un polo di monitoraggio ambientale, una palestra e un presidio, rigorosamente collocato in un bene confiscato alle mafie: questi 5 progetti sono destinati a trovare applicazione nelle periferie degradate di Milano, di Napoli, di Roma e di Torino.

Tutti quartieri a rischio, dove un bambino, giocando per strada, non impara soltanto a fare la conta a nascondino, ma si scontra con la crudezza delle periferie lasciate nel dimenticatoio, e con le prepotenze del bullo del quartiere.

Sono le stesse periferie in cui le distese di cemento hanno preso il posto dei parchi, della natura, e il cielo è diventato più grigio, l’area nauseabonda.

In questo contesto, ha un senso immaginare di portare il centro nelle periferie. I container itineranti hanno proprio la funzione di far respirare, a chi è nato nel quartiere “sbagliato”, l’aria di una società pulita ed efficiente, che può diventare itinerante, per espandersi.

Tra i 5 progetti, “BiblioHub” è una piccola libreria vagabonda: quale mezzo è migliore di un buon libro per insegnare a chi non ci crede che esistono storie belle, colorate, che possono fare sognare e, perché no, possono realizzarsi? Quale miglior mezzo per imparare ad intravedere, nel grigiore del cielo, i colori di un arcobaleno?

Accanto a BiblioHub, nasce To Move, la palestra pensata per praticarvi animazione sportiva, giocoleria, street ball, ma soprattutto per insegnare il valore dello stare insieme, del divertirsi in maniera pulita e trasparente. Infine un ambulatorio itinerante, che si rivolge a quel 10% della popolazione di periferia che si rifiuta di accedere alle cure mediche, un laboratorio in grado di misurare la qualità  dell’ambiente (lo stesso dove un bimbo cresce, gioca e respira), e un presidio territoriale con l’obiettivo di riattivare i beni confiscati alle mafie, contemporaneamente incitando alla denuncia e creando un concetto di cittadinanza attiva.

Il progetto, portato avanti, tra gli altri, da Emergency, Legambiente, Libera, sarà finanziato attraverso una campagna di crowdfunding, cosicchè ogni associazione attenta ai temi in questione, ma anche ogni privato potrà dare il proprio contributo per realizzare i 5 diversi componenti di questo enorme progetto di società civile.

Al centro di esso, un’architettura che si mette al servizio della società, che propone soluzioni per l’uomo. Progettare una biblioteca o un ambulatorio itinerante significa, infatti, abbattere le barriere che separano, oggi, i centri delle città fatti di luci, negozi, monumenti e servizi d’avanguardia da quelle periferie dimenticate, laddove vivono  e crescono persone che non meritano meno servizi di quelli di cui gode chi è più fortunato, perché nato a poche fermate della metro.

“Prendersi cura” di questa parte, più sfortunata, della società, significa creare una cultura della condivisione e dello sviluppo che non si esaurisce in un quartiere. Insegnare ad un bambino a trovare i colori in un cielo grigio significa trasmettergli la cultura della positività e del coraggio: questi valori sono gli stessi che quel bambino impiegherà nel costruire il suo futuro, e nello svolgere il lavoro che aveva sempre sognato e che, solo dopo aver preso coscienza di quello che PUO’ fare, riuscirà a mettere in pratica, abbandonando la rassegnazione che, forse, quella periferia grigia, voleva imporgli.

Rossella Angirillo

Laureata in Giurisprudenza, ho sempre affrontato la vita con intraprendenza e determinazione: è difficile distogliermi da un mio obiettivo e non mi spaventano le nuove sfide. Tra codici e sentenze, nel tempo libero accontento la mia parte sognatrice: sono molto riflessiva, e mi piace affidare alla scrittura tutti i miei pensieri.