Tempo di partire

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L’estate sta arrivando: ne sentiamo il calore sulla pelle, ne percepiamo i colori sgargianti. È tempo di partire, di viaggiare là dove ci porta il cuore, o dove ci trascinano gli amici. La quintessenza del viaggio non si trova nella meta, quanto nella traversata: è nelle persone che incontriamo, nelle mani che si stringono, nel vicolo in cui decidiamo di svoltare. Il viaggio è una ricerca, è lo stato mentale con cui affrontiamo la realtà che ci circonda. All’improvviso si diventa più recettivi, si vorrebbe registrare ogni singolo attimo che il posto che stiamo visitando ci può offrire. Ogni sguardo, ogni odore, ogni parola che sentiamo pronunciare, e che magari non intendiamo. La realtà non è mai noiosa quando si viaggia, anzi è ricca di stimoli che ci guidano verso nuovi orizzonti.

Marcel Proust, nella sua opera più famosa, scriveva che “l’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere occhi nuovi”. Sono gli occhi di un bambino che vede il mare per la prima volta: occhi assetati di nuove esperienze. Le migliori scoperte le regala l’infanzia, perché è quel periodo della vita in cui alla realtà viene data la possibilità di sorprenderci. Viaggiando ritorniamo bambini, con la differenza però che pretendiamo che il mondo ci sorprenda. Perciò cerchiamo le mete più esotiche e le destinazioni più improbabili, alla ricerca della diversità che ci aiuti ad evadere dalla quotidianità.

A volte però ci sono motivi che ci impediscono di lasciare la nostra città. Viaggiare diventa sempre più costoso e spesso non ci si può permettere di raggiungere la meta tanto agognata. Per questo dobbiamo ricordarci che noi siamo già in viaggio, la nostra avventura è cominciata quando siamo venuti al mondo! La nostra città, che crediamo essere noiosa solo perché la vediamo tutti i giorni, ci è spesso sconosciuta perché non la guardiamo come guarderemmo New York o Londra o Parigi. Non le diamo la possibilità di stupirci, perché siamo convinti che la nostra realtà sia noiosa e monotona.

Il mio augurio per chi partirà e sopratutto per chi non partirà, è di portare sempre una valigia vuota. Di riempirla di scoperte, di ricordi, di impressioni. Di ricominciare a guardare la vita con gli occhi di un bambino e di non smettere mai di lasciarsi sorprendere. Buon viaggio!

Federica La Terza

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.