The Amazing Spider Man 2

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Un film di Marc Webb.  Con Andrew Garfield, Emma Stone, Jamie Foxx, Dane deHaan. Sceneggiatura: Alex Kurtzman, Roberto Orci, Jeff Pinkner. Produzione: Marvel Studios. Durata: 152’. Paese: USA: Uscita: 23 APrile 2014. Target: 11+.

Peter Parker è arrivato insieme a Gwen all’ambito diploma. Non riece però a conciliare l’amore che prova per lei  con la promessa fatta al padre della ragazza. Intanto scopre che suo padre lavorava alla OsCorp per progetti avanzati di ingegneria genetica e teme che alcuni esperimenti possano esser ripresi, proprio ora che la società è passata nelle mani del suo amico Harry Osborn…

Torna Spider Man alla ricerca del tempo perduto e di quello che verrà.

Chi aveva rimpianto lo sguardo malinconico e assorto dello Spider Man di Raimi, non rimarrà deluso da questo bel sequel firmato da Marc Webb che ci mette finalmente faccia a faccia con il cuore onesto e gentile, forte e leale del giovanissimo Peter Parker, interpretato dal bravo Andrew Garfield. In questo nuovo episodio infatti la sua missione di supereroe comincia a prendere finalmente una forma definitiva. Sotto lo sguardo silenzioso del tempo che passa e che fa da timone nelle scelte esistenziali dei due protagonisti innamorati che stanno per varcare l’età adulta, l’arco narrativo del film si appresta a declinare all’infinito le domande che attanagliano gli adolescenti di ogni tempo (dando però anche le risposte): Chi sono? Cosa farò da grande? Quale persona voglio diventare?

Mentre Gwen (foriero di significati il suo discorso di fine anno) si trova perfettamente a suo agio nel prendere le decisioni giuste che riguardano il suo futuro, Peter al contrario arriva sempre in ritardo su tutto nonostante non gli manchi l’attitudine riflessiva e il coraggio nel prendere decisioni importanti. E’ un giovane eroe alle prese con i problemi della sua età: il delicato rapporto con il padre e la madre, persi troppo presto e il cui ricordo continua a vivere nella memoria del bambino che è stato e quello con la zia che rivendica a ragione il suo ruolo di genitore amorevole e premuroso. E ancora un lavoro che non gli permette di guadagnare come vorrebbe, la sua missione da supereroe, il delicato rapporto con Gwen di cui avverte tutto il peso della responsabilità e quello con Harry Osborn, l’inquietante amico d’infanzia ritrovato.

In mezzo un incipit degno di una grande spy story sotto il ritmo incalzante di un buona sceneggiatura che delude soltanto nell’eccessiva banalizzazione dei personaggi cattivi (Electro e Foxx) per dare invece ampio respiro alla bella storia d’amore tra i due protagonisti e alle loro divertenti schermaglie d’amore. Una storia fatta di comprensione e libero dialogo, di rispetto e accettazione dell’altro. Ma anche di distacchi (Peter cerca di mantenere la promessa fatta al padre di Gwen di starle lontano per non metterla mai in pericolo) e di ritorni. La paura di perderla per sempre, infatti, a causa dell’improvviso trasferimento di Gwen (interpretato dalla brava Emma Stone) in Inghilterra per motivi di studio farà capitolare il nostro impulsivo supereroe che deciderà di seguirla senza più esitazioni.

La materia del film è tanta e in grado di soddisfare le esigenze dello spettatore più attento e soprattutto estimatore convinto di questo straordinario supereroe a volte un po’ solitario, malinconico e a tratti un po’ umorale, ma con un grande cuore sensibile e vulnerabile che trova nella speranza la forza più grande per andare avanti.

La speranza, racconta Peter all’amico d’infanzia, che col tempo ogni cosa andrà a posto.

Per questo motivo la zia gli ricorda fieramente un imperativo categorico intorno al quale costruire la propria esistenza. Non seguire il sentiero, gli dice, ma traccia sempre il tuo solco. Un solco che, ci auguriamo, diventerà ancora più profondo e in grado di darci prossimamente nuove e autentiche e mozioni.

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia