The Amazing Spider Man

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Spider man, the Amazing

Un film di Marc Webb. Con Andrew Garfield, Emma Stone, Martin Sheen, Sally Field. Paese: USA 2012. Sceneggiatura: Alvin Sargent, Steve Kloves, James Vanderbilt. Produzione: Columbia Pictures, Laura Ziskin Production, Marvel Enterprise. Durata: 136′. Uscita: 04/07/2012. Target:11+

Peter Parker è un bambino che viene adottato dagli zii. Punto da un ragno geneticamente modificato assume straordinari poteri …

“Le promesse che amo di più” dice con quell’aria da furbetto “sono quelle che non riesco a mantenere”. Dovrebbe essere una meraviglia il nuovo episodio di Spider Man, il personaggio più umano della famiglia Marvel. Una storia che vuole presentarsi come un romanzo di formazione in cui ci sono tutti gli ingredienti per commuovere e appassionare il pubblico: il delicato passaggio dall’adolescenza all’età adulta da parte di Peter Parker, la morte dello zio, la nascita dei sensi di colpa, la costruzione del suo senso di giustizia, del suo senso etico. Davvero una bellissima storia, ma questo lo sapevamo già.

Un primo capitolo, come spesso succede ultimamente nell’industria hollywoodiana, in cui il nuovo Peter Parker dall’aria simpatica, a tratti spavalda e un po’ imbronciata accetta (senza troppe remore) i suoi super poteri volteggiando da una parte all’altra dei grattaceli di New York come fosse una farfalla più che come un ragno, a volte cedendo ad una violenza fin troppo gratuita per un supereroe (quando si mette alla ricerca del malvivente che ha ucciso lo zio) altre non esitando a farsi riconoscere, a togliersi la maschera pur di aiutare un bambino che sta per precipitare, annullando così il dualismo tra l’eroe e l’uomo.

Il volto adesso è quello del giovane e simpatico Andrew Garfield (ma era davvero così out la versione di Sam Raimi con l’ottimo protagonista Tobey Maguire e Kristen Durst? ): sensibile, problematico, sfaccettato, a volte fragile ma al tempo stesso forte e deciso quando si tratta di mettersi in gioco per difendere i propri affetti o il singolo individuo.

Cosa manca allora a questo film già campione d’incassi dei botteghini assolati? Quale l’emozione che non riusciamo a trovare? L’impressione è che questo Spider man, ancora un po’ bambino, sia un po’ troppo solitario senza veri riferimenti affettivi, con degli zii sicuramente amorevoli, ma troppo arrendevoli nei confronti di un adolescente che torna a casa quasi sempre con il volto tumefatto nelle ore più impensate della notte e che si limita a sorridere, di fronte ad una zia preoccupatissima (ormai vedova) che gli chiede spiegazioni. E lui cosa fa? Sorride, come se niente fosse, tirando fuori dallo zaino le uova biologiche miracolosamente illese dopo una lotta all’ultimo sangue con il nemico di turno.

Questa casa non è un albergo, si limita a  dire la zia un po’ svanita. Ci aspettavamo di più. Ci aspettavamo una maggiore unione tra due persone colpite da un lutto violento e che nello stare insieme, nell’essere comunque famiglia dovrebbero riuscire a costruire un libero dialogo ed un legame fortissimo. Soprattutto quando la donna è sfiorata dal vago sospetto che sia proprio il nipote il supereroe di cui parla tutta la città.

Un dialogo che Peter sembra costruire all’inizio del film con lo zio – unica figura realmente paterna e rassicurante –  e con uno scienziato pazzo, il dottor Connors, amico d’infanzia del tenebroso padre (da qualcuno Peter doveva pur prendere …) e che in qualche modo sembra essere responsabile della scomparsa dei suoi genitori.

Non poteva poi mancare l’amore. La parte che convince di più. Non uno qualsiasi: il primo, quello che (dicono) non si scorda mai. Dopo quasi cinquant’anni, come in una biografia inedita che non ci aspettavamo, apprendiamo quindi che Peter è stato innamorato anche di Gwen, sua compagna di scuola e prima della classe. Una giovane ragazza luminosa, bella e intraprendente. E’ lei che fa il primo passo, è lei che lo invita a cena a casa dei suoi per mangiare un branzino. E’ a lei che Peter rivelerà il suo segreto; è per lei, infine, che Peter decide di infrangere una promessa fatta al padre di Gwen, capo della polizia di New York in punto di morte. Perché al cuor non si comanda. Ed è questa la cosa che più piace di questo film un po’ ondivago (a tratti divertente a tratti malinconico) con una sceneggiatura un po’ debole (incomprensibile la scena in cui Peter si intrufola in un laboratorio super segreto senza mostrare documenti) che vince ai botteghini, ma che ci lascia con qualche piccolo dubbio e perplessità sullo reale spessore della storia raccontata.

http://www.youtube.com/watch?v=gqgceyayiyI

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia

  • Elisa Bonaventura

    Ho imparato relativamente da poco ad amare il cinema. Ho scoperto che si tratta di una forma d’arte raffinata, per certi versi simile alla letteratura. E ho anche scoperto che andare al cinema è un sano modo di divertirsi, di uscire dalla propria quotidianità per immergersi in storie affascinanti, fantastiche, commoventi. Insomma, anche il cinema è un modo per renderci migliori.
    Ma come può l’essere umano macchiare con la sua follia omicida anche i momenti migliori della vita, le espressione più alta dell’intelligenza umana come il cinema?
    Mi auguro di non sentire mai più notizie come quelle che ci sono arrivate ieri da Denver. Mi auguro che, mai più, alcun bambino muoia senza colpa, mentre si diverte a guardare il film di Batman. Mai più!

    • Jessica C.

      Infatti Elisa. Non ci devono essere più stragi per colpa di un’imbecille che distrugge vite innocenti per la “follia”. Piuttosto che pensino a limitare la possibilità di comprare armi che vengono acquistate da chiunque, manco fossero delle caramelle, in molti Stati d’America. Perdonatemi l’off-topic. Comunque sia, nonostante non abbia visto il film, Spider-man è il mio secondo supereroe preferito, dopo Batman, proprio per le sfumature del suo carattere e di come affronta i suoi nemici e gli ostacoli che la vita gli pone davanti…Mi era piaciuti molto i due film di Sam Raimi…