The giver

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Nella Comunità di Jonas è tutto (quasi) perfetto. C’è serenità e pace, tutti rispettano le Regole, ognuno svolge con gioia il suo lavoro, le malattie sono rare e curate prontamente e con competenza, gli anziani sono ben assistiti, le persone si trattano con rispetto reciproco, chi sbaglia chiede scusa, il dolore non esiste, non si ha paura della morte. Ma il quasi è d’obbligo. Il lettore prova un senso di oppressione e di falsità. Ma perché poi? E’ come se mancasse qualcosa… Eppure le famiglie sono felici: le coppie vengono create a tavolino studiando le affinità tra Mamme e Papà, i figli vengono assegnati dal Consiglio degli Anziani, un maschio e una femmina per ogni nucleo familiare. C’è dialogo tra genitori e figli e tutto è condiviso. La vita degli abitanti della Comunità è scadenzata da Cerimonie che segnano il passaggio di età e di ruolo all’interno della piccola società: quando si diventa Sette si riceve una camicia coi bottoni sul davanti «primo segno di autonomia» (i Sei hanno i bottoni sulla schiena, per doversi aiutare l’un l’altro e imparare così l’interdipendenza); per gli Otto la giacchetta ha anche le tasche perché si è abbastanza grandi per custodire e amministrare piccole proprietà e inoltre si comincia a fare volontariato; a Nove ti danno la bicicletta, per essere ancora più autonomi; e così via. Jonas fa parte del gruppo degli Undici che stanno per diventare Dodici. E’ in quel momento della vita che si riceve la ‘vocazione professionale’: il gruppo degli Anziani, tenendo conto delle qualità di ciascuno e delle esigenze della Comunità, assegna a ognuno il proprio incarico da svolgere: Puericultore, Portacibo, Istruttore, Pilota, Caporicreazione, Ingegnere, Partoriente,… A Jonas viene assegnato un compito unico: viene nominato Accoglitore di Memorie. E’ un ruolo importante: riceverà dal Donatore (il precedente Accoglitore, ormai anziano) il peso della memoria della Comunità, tutte le esperienze del passato e le emozioni che queste esperienze hanno generato. E in un luogo dove le emozioni vengono considerate un pericolo (tanto da essere tenute a bada da apposite pillole) questo incarico comporta responsabilità e rischi. Ma anche il piacere di vedere il mondo per quello che realmente è, con tutti i colori e le sfumature che lo rendono ricco (e difficile). Sarà in grado il piccolo Jonas di portare questo fardello? Nel filone sempre molto battuto della letteratura fantascientifico-utopistica sullo stile di 1984 e Fahrenheit 451, The Giver ha una sua originalità. Il modello della ‘società perfetta’ declinato in versione adolescenziale suscita curiosità e domande. E’ possibile vivere in un mondo senza emozioni? Quali sono i rischi e le vertigini della libertà? Che ruolo hanno esperienze e memorie nella vita dell’uomo e dei popoli? Cos’è l’amore? Come Speak, anche questa nuova pubblicazione della collana Y di Giunti, incoraggia alla riflessione e al dibattito. Il finale della storia é aperto. Attendiamo adesso i due libri che completano la trilogia: Gathering Blue e Messenger, in corso di pubblicazione nella stessa collana. E come avviene per ogni successo editoriale che si rispetti è in pre-produzione il film, la cui uscita è prevista per il 2011.

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: The giver
Autore: Lois Lowry
Genere: Fantascienza
Editore: Giunti
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 256
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.