The Handmaid’s Tale

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La serie tv basata sull’omonima opera di Margaret Atwood ha vinto il premio come miglior serie televisiva agli Emmy Awards 2017

La serie televisiva The Handmaid’s Tale ha debuttato sulla piattaforma di streaming Hulu il 26 aprile scorso ed è arrivata in Italia a settembre, dopo aver sbaragliato la concorrenza agli Emmy Awards 2017. Ben 8 sono i premi che lo show si è portato a casa, tra i quali il riconoscimento di “migliore serie tv drammatica dell’anno”. Dieci puntate dense di emozioni taglienti e spietate, la cui trama si basa sull’omonimo racconto pubblicato dalla scrittrice canadese Margaret Atwood. I punti di contatto con il libro, recensito sul nostro sito da Giacomo, sono molti e fanno discutere: non c’è alcun tentativo di celare o ammorbidire la brutalità e la durezza delle tematiche descritte, che ruotano intorno alla figura femminile, piantando il fulcro della narrazione nel labile confine che separa la sacralità della donna alla sua schiavitù.

Siamo negli Stati Uniti d’America e poco si sa di cosa successe prima che si instaurasse il regime di Gilead. Quel che è certo è che a causa delle guerre e dell’inquinamento, la natalità era ridotta ai minimi storici e la maggior parte delle donne non riusciva a concepire o a portare a termine una gravidanza. A tenere le redini di Gilead sono gli uomini, i Comandanti, che utilizzano un versetto biblico della Genesi per giustificare la rettitudine di una teocrazia. Il riferimento è l’episodio in cui Rachele, sterile, chiede a Giacobbe di mettere incinta la sua serva Bilhah davanti a lei, per poter avere un figlio attraverso di lei. They know the lies behind their laws. La loro casta si regge su un’enorme bugia: l’idea che la mancanza di progenie sia sicuramente dovuta alla sterilità femminile. Il loro governo è un castello di carte, fragile a causa della loro stessa natura, perché dietro alla maschera della rettitudine si nasconde il volto dell’abuso.

Tutte le donne che a Gilead sono ancora in grado di partorire costituiscono la casta delle Ancelle e vivono in schiavitù, assegnate periodicamente alla famiglia di un Comandante. Il loro compito è quello rimanere incinta, con il rischio di essere sottoposte a pesanti torture se ciò non dovesse accadere. Your body is no longer your own. L’utero non è più di proprietà delle Ancelle, così come non lo saranno i bambini generati, che verranno allontanati dall’Ancella il prima possibile. Il loro corpo è alla mercé dei Comandanti, che ne reclamano la proprietà nullificandole anche nella loro identità: le Ancelle non hanno un nome, ma vengono chiamate con Of + il nome del loro Comandante – la protagonista si chiama infatti Offred. Nella crudezza delle violenze contro le donne mostrate in questa serie, arriva la precisazione della Atwood -tanto vera, quanto amara- di non aver inventato nulla. Alla memoria si aggiunge il monito: questa non è fantascienza ma è qualcosa che potrebbe accadere. Numerosi sono i riferimenti alla contemporaneità, in quanto nei ricordi delle Ancelle vengono citati l’ISIS, Uber, l’inquinamento atmosferico che si diventa una questione sempre più pressante e tangibile. Gilead non è collocata in un futuro remoto ma si colloca volutamente in un futuro prossimo. La sua stessa istituzione si è affermata in sordina, forse perché la società era troppo distratta e non pensava che qualcosa del genere potesse veramente accadere.

Non sono soltanto gli uomini ad essere carnefici: a premere il loro tacco sulla schiena delle Ancelle ci sono anche le Mogli dei Comandanti. In un misto di gelosia, impotenza e frustrazione, riversano sulle Ancelle un ulteriore carico di violenza, comportandosi da spettatrici indifferenti rispetto alla condizione di schiavitù in cui sono ridotte donne come loro. A house barren of hope. Nelle loro case non c’è speranza, perché la società le ha rese inutili. Anche loro, come le Ancelle, non possono leggere né lavorare e se a questo si aggiunge la loro incapacità di procreare, in qualche modo si capisce che sono vittime anche loro. Vittime con privilegi, nella zona grigia di Gilead.

Nolite bastardes carborundorum: non lasciare che i bastardi ti calpestino. Una frase che la protagonista trova incisa nella sua stanza, che prima di lei è stata occupata da molte altre Ancelle. Un motto per la rivolta delle Ancelle che non mancherà di tenerci incollati allo schermo per le prossime stagione.

Federica La Terza

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.