The Hurt Locker

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Un film di Kathryn Bigelow. Con Jeremy Renner, Anthony Mackie, Guy Pearce, Ralph Fiennes, Brian Geraghty. Drammatico, durata 131 min. – USA 2008. – Videa – CDE.

La guerra è una droga.

Questo in sintesi è il messaggio di The Hurt Locker, film trionfatore agli Academy Awards con ben sei statuette, tra cui quello di miglior film dell’anno, miglior regista (Kathryn Bigelow, prima donna a trionfare nella categoria), miglior sceneggiatura.

Non per essere critici con i giurati dell’Academy ma ci sembra che il clamoroso successo del film sia piuttosto eccessivo.
Non che il film sia fatto male: è un bel documentario sulla vita del soldato, in questo caso un artificiere di stanza in Iraq, sempre sull’orlo di una crisi di nervi ed in lotta con se stesso e gli ordigni da disinnescare.

Di certo la Bigelow sa il fatto suo ma il film viaggia stancamente sulle rotaie di mini-episodi senza troppo pathos, dal finale piuttosto scontato e soprattutto senza grande coinvolgimento da parte dello spettatore.

Forse quello che colpisce di più è proprio questo: l’occhio della telecamera è distaccato, freddo, anche in mezzo alla battaglia. Pur in un turbinio di steady-cam e di riprese vorticose la regista mantiene sempre un certo distacco dall’azione, come a voler prendere le distanze da una situazione troppo difficile da affrontare.

Gli attori sono giovani e non particolarmente dotati ed è proprio qui che dovrebbe entrare in gioco la bravura del direttore d’orchestra. Ma evidentemente la Bigelow è più bella che brava e nessuno ci toglie dalla testa che l’Oscar sia uno sberleffo fatto da qualcuno della giuria al pomposo e tronfio ex-marito, James Cameron, autore di Avatar: per andare a votare miglior film del 2010 un film del 2008 ci doveva essere un motivo valido.

Insomma, se vi piacciono i film di guerra, accomodatevi in poltrona.
Altrimenti passate tranquillamente oltre.

 

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Articolo tratto da acmecinema.net

Cogitoetvolo