The Impossible

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Un film di Antonio Bayona. Con Ewan McGregor, Naomi Watts, Tom Holland, Geraldine Chapline. Sceneggiatura. Sergio G. Sànchez. Fotografia: Oscar Faura. Distribuzione: Eagle Pictures. Anno: 2013. Durata: 114’. Genere: Drammatico. Target: 14+. Uscita nelle sale: 31 gennaio 2013.

Nel dicembre 2004, in vacanza in un villaggio della Thailandia con i tre figli, Henry e Maria vedono in pochi istanti la loro vita precipitare nella tragedia quando lo tsunami si abbatte sulla costa uccidendo più di cinque mila persone …

Un solo istante può cambiare la vita per sempre. Una famiglia molto unita decide di trascorrere il Natale in uno splendido resort della Thailandia: mare cristallino, tanta felicità nel trascorrere insieme i giorni di festa e tutti i comfort che possiamo immaginare per una vacanza da sogno. Tutto intorno ha l’apparenza della tranquilla normalità. Il giorno di Santo Stefano la quiete è però interrotta bruscamente. Mentre tutta la famiglia si sta rilassando ai bordi della piscina, dopo aver festeggiato il Natale la sera prima, un’onda anomala si abbatte sull’isola dei sogni portando lutto e dolore. Maria (interpretata da una intensa e brava Naomi Watts) rimane impietrita di fronte al rumore e all’inferno che in un attimo si scatena. Rimarrà gravemente ferita e soccorsa dal figlio più grande mentre Henry, il marito (interpretato da Ewan McGregor) che giocava in piscina con i due figli più piccoli si metterà insieme a loro alla ricerca della moglie e del figlio Lucas. La storia che il regista Bayona ha voluto raccontare è tratta da una testimonianza di vita vissuta. Nel 2004, anno del tragico tsunami che investì tutto l’Oceano Indiano uccidendo trecentomila persone e lasciando 1480 bambini orfani, una famiglia spagnola è sopravvissuta ed è riuscita a ritrovarsi.

The Impossibile racconta la loro storia, la storia di un padre, di una madre e dei tre loro figli (ottima la prova dell’esordiente Tom Holland) la cui tragica esperienza di vita li ha cambiati per sempre. Una dramma che grazie alla testimonianza del medico Maria Balon, protagonista insieme ai suoi familiari della storia, si trasforma in una tragedia intima e personale. Il film presenta delle scene molto angosciose, ma mai inutilmente spettacolari perché vuole raccontare la drammaticità di quei momenti, rispettando il lutto e il dolore delle persone che in un giorno di festa hanno perso i loro cari e al tempo stesso intende dare testimonianza dei grandi gesti di solidarietà e di compassione di cui l’uomo è capace anche nelle ore più buie della vita, sotto lo sguardo dolente del nucleo familiare che riuscirà a ricomporsi.

Alla fine del film forse rimane la sensazione di aver assistito ad un thriller avventuroso, ad un vero girone dell’inferno dantesco che fin troppo velocemente approda al tanto atteso lieto fine. Nonostante qualche piccolo difetto (il regista mette a dura prova la pazienza dello spettatore nelle scene girate in ospedale in cui i quattro non riescono a incontrarsi pur trovandosi nello stesso posto) tuttavia apprezziamo il messaggio intorno al quale è stata costruita l’idea del film: l’onda anomala che è riuscita a distruggere tutto quello che ha incontrato nel suo cammino non è riuscita però a infrangere la speranza che (verrebbe da dire) è sempre l’ultima a morire e che in questo caso trionfa. Impossibile quindi pensare il contrario perché “quando tutto precipita, quello per cui lottiamo determina chi siamo veramente”.

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia