The Lorax, il guardiano della foresta

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Nella cittadina di Thneedville tutto è sintetico: piante, alberi … persino l’aria è in vendita. il giovane Ted però parte alla ricerca di un albero vero …

Un film di Chris Renaud, Kyle Balda. Sceneggiatura di Ken Daurio, Cinco Paul. Con Danny De Vito, Marco Mengoni, Zac Efron. Musiche: John Powell. Produzione: Illumination Entertainment, Universal Pictures. Distribuzione: Universal Pictures. Paese: USA. Anno: 2012. Durata: 86’. Uscita Cinema: 01/06/2013. Genere: Animazione. Target: 14+.

Gironzolando per il web, è palese che il cartone animato The Lorax, estrapolato da uno dei racconti del Dr. Seuss, ha riscosso dalla critica un commento univoco, sulla morale della favola.  Si tratterebbe, di un insegnamento improntato sull’ideologia ecologista, che miri ad un incondizionato rispetto della natura. Forse, questo termine è eccessivo e tende a disorientare da un intreccio ben più profondo e meno semplicistico. La visione del film porta lo spettatore ad affrontare un percorso che contiene messaggi di condanna molto forti, ma velati sapientemente dalla bellezza del racconto e dalla leggerezza che il mondo fantastico è in grado di creare.

Innanzitutto, la città che fa da sfondo è Thneedville, costruita interamente con la plastica. I cittadini, ormai da molti anni, sono ignari della bellezza della natura; anzi per essere più esatti, non sono neppure a conoscenza che esista una realtà altra, che vada oltre le mura di cinta che circondano le loro abitazioni. Chiusi nella perfezione apparente del loro mondo si accontentano di quel che hanno, completamente privi di libertà e questo lo si evince dal fatto che questi ultimi siano costretti a dover acquistare addirittura l’aria. Infatti, O’Here, con un mercato che non conosce rivali, si arricchisce grazie al fatto che non esistano più alberi veri (di seme di truffula), in grado di donare, grazie al loro sapiente lavoro di fotosintesi, ossigeno. Sarà il giovane Ted, contro tutti e tutto ad affrontare un viaggio di scoperta che lo porterà a sapere perché nella sua città gli alberi siano dotati di luci da discoteca e non di foglie. L’ormai eremita Once-Ler, che si nasconde dentro le mura della sua abitazione, svelerà al ragazzo cosa sia accaduto davvero. Molti anni prima, accecato dal desiderio di ottenere successo e denaro, aveva distrutto un paradiso nascosto, che per le sue manie di grandezza e di avidità si era trasformato in un paradiso perduto. A nulla servirono gli ammonimenti ripetuti e perpetrati di Lorax, saggio guardiano di quel mondo.

Sarà la miseria della sua condizione di uomo schiavo del successo, completamente annullato dalla legge del commercio a causare la distruzione della foresta. L’esistenza di Onece-ler da quel momento sarà vissuta in una condizione di solitudine.  La speranza verrà riaccesa dal desiderio di Ted, spinto dall’amore per una ragazza, di voler cambiare il corso delle cose.   Ed è proprio a ragione che si puà afferamare che The Lorax non è solo un cartone per bambini e neppure semplicemente e banalmente un cartone pro ecologismo. E’ qualcosa di più. Innanzitutto, ho trovato delle analogie con 1984 di Orwell. In più scene del film, si vede O’Here spiare i cittadini di Thneedville attraverso delle telecamere che li seguono e li monitorano. Il richiamo al Big Brother di memoria orwelliana, dunque, mi sembra palese e questo viene confermato dal fatto che il controllo avviene in maniera sistematica per evitare che gli abitanti si sveglino da un profondo e lungo letargo. Inoltre, è proprio la figura di questo improbabile affarista a richiamare senza che vi possa essere dubbio, la figura di un dittatore. Ed ecco che dietro la città di plastica, si cela un mondo assoggettato al potere e al volere indiscusso di un solo uomo. L’avvertimento che lancia il cartone, ovviamente coglibile dagli adulti, è quello di non cadere nell’inganno e nell’illusione del potere, ma soprattutto di come questo possa essere dannoso se utilizzato senza criterio.  La speranza di fondo,  incoraggia a pensare che i tempi bui siano destinati a durare poco se si ha il coraggio di partire da piccoli, ma significativi gesti per dare una svolta alla realtà.

E’ ovvio che anche l’ambiente rivesta un ruolo importante nell’evoluzione del racconto e che il momento di massima tensione, circondato da balletti e canti davvero da numero da musical, risieda proprio nella libertà che l’uomo ha di decidere delle sorti del mondo: se tutelarlo con criterio e discernimento, ricordandoci che c’è stato donato affinchè ne potessimo fare buon uso per la nostra esistenza, oppure se condannarlo inevitabilmente ad una morte lenta ma inesorabile. Come ben dice Bendetto XVI: “Il rispetto per l’essere umano e il rispetto per la natura devono essere un tutt’uno. […] Non c’è un futuro buono per l’umanità sulla terra se non ci educhiamo tutti ad uno stile di vita più responsabile nei confronti del creato. E questo stile si impara prima di tutto in famiglia e nella scuola […] ”.  

Il cartone acquista validità e spessore anche grazie al grande cast di doppiatori che si è avvicendato nel prestare la voce ai personaggi. In Italia il protagonista Once-Ler è stato doppiato da un inedito Marco Mengoni talmente bravo nel ruolo di doppiatore che gli è valso il premio Leggio D’Oro 2012, mentre Danny De Vito ha dato una sfumatura comica al personaggio di Lorax con il suo simpatico accento italoamericano.

 

Valentina Ragaglia

Classe '91. Dottoressa in lettere moderne. Scrivo su diversi siti e portali online di informazione occupandomi di politica, cultura, attualità. Amo la mia terra, la Sicilia, perfetta sintesi poetica di assonanze ed ossimori. Adoro i gatti, il gelato, acquistare e leggere libri. Il mio motto è: «La bellezza nasce dai limiti, sempre.»