The Monuments Men

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Un film di George Clooney. Con George Clooney, Matt Damon, Cate Blanchett,Jean Duajrdin. Sceneggiatura: George Clooney e Grant Heslov. Anno: 2013. Paese: Germania, USA. Durata: 118’. Produzione: Smoke House, Sony Pictures Entertainment, Twentieth Century Fox. Distribuzione:  Twentieth Century Fox. Uscita:13/02/2014. Target: 11+.

Alcuni studiosi si trasformano in soldati per salvare le opere d’arte depredate dai Nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale …

C’è tutto il patrimonio della storia dell’arte mondiale (che spesso parla italiano) nel nuovo film di George Clooney.Un film con un cast stellare che interroga lo spettatore sul ruolo della memoria e sul valore dell’arte. L’arte (è questa la tesi del film) non è semplicemente una collezione di oggetti, ma una vera fabbrica di senso che nel corso dei secoli si è andata arricchendo di molteplici significati. Uno su tutti: l’arte è il luogo della memoria che racconta l’uomo.

Da queste premesse prende il via The Monuments Men che racconta una storia vera a tratti commovente. Quella dei   ‘Monuments, Fine Arts, and Archives section of the Allied Armies’ – una divisione delle forze armate formata per lo più da intellettuali e storici dell’arte- fortemente voluta nel 1943 dal presidente Roosevelt e dal generale Eisenhower con il compito di ritrovare e di proteggere le opere d’arte dalla follia distruttiva della Seconda guerra mondiale. Le fonti raccontano che furono recuperate circa cinquemilioni di opere. Fra queste anche la  Madonna con Bambino di Michelangelo commissionata dalla Chiesa di Notre Dame di Bruges in Belgio.

Così mentre Hitler pianificava il suo “Museo del Führer” che avrebbe raccolto tutte le meraviglie prodotte dall’umanità nel corso dei secoli, i Monuments Men (capitanati dal responsabile dell’Harvard Art Museum, Frank Stokes) sul finire della seconda guerra mondiale decisero di riconsegnare ai legittimi proprietari (i musei sparsi in giro per l’Europa) tutte le opere che erano state trafugate dai tedeschi e al tempo stesso cercarono di difenderle dai bombardamenti ad opera degli stessi angloamericani come accadde a Monte Cassino.

I sei paladini dell’arte (nella realtà furono circa trecentocinquanta), inadatti alla guerra e scelti indipendentemente dall’età, iniziano quindi la loro missione correndo da una parte all’altra dell’Europa per scovare i capolavori nascosti. Matt Damon andrà in missione a Parigi  dove riuscirà soltanto a riappendere simbolicamente un quadro trafugato nella casa di una famiglia ebrea deportata (tragedia peraltro appena accennata da Clooney) e a resistere al corteggiamento della algida curatrice di un museo francese interpretata da Cate Blanchett, mentre il resto dell’allegra brigata riuscirà a recuperare alcuni capolavori grazie a dei colpi di fortuna del tutto  inaspettati.

The Monuments Men è un film a tratti un po’ sfilacciato, con un asse narrativo ondeggiante tra la commedia e il dramma, ma molto  interessante per quello che racconta e perché ricorda allo spettatore un po’ distratto i principi base della sociologia dell’arte: se è la società a costruire l’arte, dall’altra anche l’arte a sua volta costruisce la società ponendosi nei confronti di essa come una autentica tecnologia della memoria che spesso guardiamo con distacco o non conosciamo affatto.

Tante nobili intenzioni, dunque, hanno animato il bravo George Clooney che però non è riuscito a declinare fino in fondo la sua tesi. Il rischio, infatti, è stato quello di mancare il pubblico più giovane perché non ha creato un vero arco di tensione in grado di catturare l’attenzione e quello più adulto al quale ha ricordato in modo troppo lieve che  nessuna opera d’arte sarà mai più importante di una vita umana.

Un film sull’arte comunque necessario (nelle scuole italiane le ore dedicate allo studio dell’arte nella scuola sono state drasticamente ridotte) che lascia deluso lo spettatore più esigente che, forse, si aspettava qualcosa di più dal regista delle Idi di Marzo e dall’importante cast messo insieme per l’occasione.

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia