The next three days

0

Un film di Paul Haggis. Con Russell Crowe, Elizabeth Banks, Brian Dennehy, Lennie James, Olivia Wilde. Drammatico, durata 122 min. – USA, Francia 2010. – Medusa uscita venerdì 8 aprile 2011

La vita di John Brennan sembra perfetta fino a quando sua moglie, Lara, viene arrestata e condannata per un omicidio che sostiene di non aver commesso. A tre anni dalla condanna, John continua a battersi per tenere unita la famiglia, a crescere il loro unico figlio, Luke, e a svolgere il suo lavoro di insegnate in un college pubblico, tentando sempre di dimostrare l’innocenza della moglie con ogni mezzo a disposizione. Quando la Corte Suprema respinge il loro ultimo appello, Lara tenta ilsuicidio e John decide che è rimasta solamente una soluzione possibile: organizzare l’evasione della moglie dalla prigione. Rifiutando di lasciarsi scoraggiare dalle scarse probabilità di successo o dalla sua propria inesperienza, John escogita un elaborato piano di fuga e si immerge in un mondo pericoloso e sconosciuto fino a quel momento, mettendo in gioco veramente tutto quanto per la donna che ama.

Thriller fotocopia di Pour Elle, il film del 2008 scritto e diretto da Fred Cavayé e interpretato da Vincent Lindon e Diane Kruger. Haggis, il regista di Crash e Nella valle di Elah, segue pedissequamente il film originale da cui non si allontana mai né da un punto di vista registico, con movimenti di macchina e inquadrature che si potrebbero tranquillamente sovrapporre a quelli del film di partenza, né dal punto di vista della sceneggiatura. Il suo è un thriller molto classico nell’impostazione con al centro la lotta di un uomo qualunque, un insegnante (Russell Crowe alle prese con un’ennesima solida prova) contro il Sistema che ha messo sotto chiave, forse ingiustamente, la consorte.

Piuttosto sobrio nella confezione e nello stile, il film è meno fracassone rispetto alla media dei film del genere e si inserisce nel glorioso filone del film di tensione senza fronzoli tipico degli anni 70. Ci sono dei buoni momenti: una gestione sapiente della suspense, un lungo e teso inseguimento in macchina e in treno, una commovente scena d’addio tra il veterano Brian Dennehy e Crowe in cui si rivede la mano discreta nel racconto dei sentimenti dello sceneggiatore di Million Dollar Baby. Il resto è ordinaria amministrazione: il vero mistero intorno alla colpevolezza o meno della protagonista Elizabeth Banks viene mantenuto fino alla fine, il che è certo un bene, ma molti personaggi sono poco più che soprammobili (Olivia Wilde, la mamma del parco giochi) e manca un reale e credibile antagonista essendo troppo deboli le figure degli investigatori. Inoltre, bisogna far leva su tutta la sospensione dell’incredulità per credere, anche solo per un attimo, al complicatissimo piano che Crowe decide di escogitare.

Un film di semplice intrattenimento che non scontenterà né i fan di Crowe né gli appassionati di film di tensione in quanto tali: ma anche l’opera più anonima e meno personale di un regista abile nel trattare la sfera dei sentimenti qui, purtroppo, solo accennati per lasciare spazio a una storia intrigante ma dai risvolti risaputi.

Articolo tratto da Sentieridelcinema.it

[youtube width=”590″ link=”http://www.youtube.com/watch?v=MyVZ80psaQ8″]

Cogitoetvolo