The Opus. La visione

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Un bambino di sette anni, Vincenzo, è in viaggio con la madre verso il nuovo Mondo. Un viaggio che sarà l’inizio di una nuova avventura. Una mattina, mentre stava ritto sulla prua della nave a sentire gli spruzzi dell’oceano, accadde una cosa che cambiò per sempre la sua vita: Vincenzo udì il suono di un violino provenire da qualche parte della nave e decise di mettersi alla ricerca di quella melodia.

In cima alla scala, finalmente, vide un vecchio maestro che suonava il violino. Era quella una musica struggente e suggestiva. Più l’ascoltava e più si sentiva catturare da quel suono. Ad un tratto il maestro si accorse di lui e porse il violino al bambino affinché potesse osservarlo bene. Fu in quel momento che Vincenzo decise di imparare a suonare quello strumento fino a trasformarlo nella sua personale sinfonia. Il vecchio maestro gli raccontò poi del magico mondo della musica e delle sue note, trasmettendogli la sua passione. Vincenzo, grazie a questo incontro, diventerà uno dei violinisti più famosi al mondo.

Il libro racconta una storia liberamente ispirata alla vita di Antonio Vivaldi e che potrebbe stimolare la vita di tutti noi: come si realizza un sogno? La passione non basta. E’ importante, prima di tutto, porsi degli obiettivi che siano coerenti con i nostri valori più alti. Vincenzo aveva fissato un obiettivo che sentiva fortemente nella mente e nel cuore; con lo studio e la forza dell’intenzione il suo sogno diventò reale. Non fu, però, un percorso facile e privo di ostacoli. Dopo anni di studio intenso sopraggiunsero la cecità, le difficoltà e gli inevitabili scoramenti. Molte persone gli dicevano che il suo sogno era impossibile. Lo stesso Vincenzo cominciò a dubitare di essere davvero capace di poter suonare il violino. Poi armato di quei sentimenti che avevano dato inizio alla sua passione, riguadagnava coraggio e andava avanti per la sua strada. Il secondo passo per realizzare i nostri sogni è dunque quello di sapere esattamente cosa desideriamo, senza avere paura di fallire gli obiettivi. Non esiste un quadro perfetto dei nostri sogni: l’importante è cominciare con le piccole cose. Molte persone hanno idee stupende e sono del tutto sincere nel loro desiderio di realizzare cose meravigliose. Spesso, tuttavia, la “mancanza di fiducia impedisce alle cose anche solo di mettersi in moto”. Crederci veramente può cambiare qualsiasi situazione.

Secondo Douglas Vermeeren, autore del libro,  è necessario avere un Opus: una visione, un progetto di quello che vogliamo davvero che sia la nostra vita. Ma non è tutto.

Vincenzo continuava a ricordare una frase pronunciata dal vecchio maestro e che ancora, con i capelli ormai grigi, non riusciva a comprendere: “Il tuo Opus non è soltanto quello che fai. Sarà l’eredità di quel che sei diventato”. La risposta all’enigma arrivò inaspettata. A Vincenzo piaceva andare a suonare il violino nel parco. Era sempre stato solo in quei momenti. Ma quel giorno nel parco c’era un bambino che lo ascoltava in silenzio e che, facendo un lieve rumore, tradì la sua presenza. Il bambino gli disse di voler suonare un giorno come il grande maestro che aveva di fronte. Vincenzo gli raccontò la sua storia e solo  in quel momento capì il significato di quella frase: uno degli scopi di Dio nel creare un successo durevole è quello di dare un insegnamento all’uomo che lo ottiene, permettendogli di “condividere con gli altri ciò di cui è stato dotato”.

In quel momento si accorse che la sua musica era un grande dono per tutti, ma il dono ancora più grande sarebbe stato quello di lasciare in eredità ad un altro uomo la sua passione per la musica. “Quello”,  scrive Vermeeren, “fu realmente il suo Opus”. Quale sarà il tuo?

 

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: The Opus. La visione
Autore: Douglas Vermeeren
Genere: Romanzo di formazione
Editore: TEA
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 135

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia