The Revenant – Redivivo

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Un film di Alejandro González Iñárritu. Sceneggiatura: Alejandro González Iñárritu e Mark L. Smith. Con Leonardo Di Caprio, Tom Hardy, Will Poulter, Domhnall Gleeson. Genere: Drammatico, avventura. Target:18+. Consigliato a un pubblico adulto. Uscita in sala: 16/01/2016.

Nel 1823 Hugh Glass, che funge da guida per un gruppo di cacciatori di pelli che operano nella parte alta del Missouri, al confine con il Canada, viene assalito da un orso e resta gravemente ferito. Attaccato dagli indiani, il gruppo dei cacciatori, guidati dal  capitano Andrew Henry, cerca di ritornare al proprio forte e lascia due di loro (John Fitzgerald e un suo compagno) a prendersi cura di Glass. Ben presto i due decidono di abbandonare Glass al suo destino, ripromettendosi di dichiarare al capitano che Glass era morto. Glass trova invece il modo si rialzarsi e inizia una lunga marcia solitaria per tornare al forte…

Può la sete di vendetta tenere in vita un uomo?

Dopo aver trionfato agli Oscar dello scorso anno con Bridman – L’imprevedibile virtù dell’ignoranza, il regista messicano Alejandro González Iñárritu cambia totalmente rotta: abbandonando i camerini decadenti della moderna Broadway, ci catapulta in una natura selvaggia, maestosa ed ostile. Ispirandosi all’omonimo romanzo, uscito nel 2006, che parla dell’incredibile storia del cacciatore di pelli Hugh Glass, The Revenant – Redivivo ha ricevuto 12 candidature ai Premi oscar 2016, risultando il film con più nomination.

La storia si ambienta negli anni Venti dell’Ottocento, quando uomini da nazioni diverse percorrono i territori americani alla ricerca di fortuna, sotto forma di pelli pregiate e territori da occupare. I colonizzatori, però, devono fare i conti con i veri abitanti del luogo, gli Indiani d’America: mentre alcune tribù sono disposte a commerciare, altre li attaccano riprendendosi “ciò che è loro” e uccidendoli senza pietà.

È proprio così che ha inizio il film, quando, durante una spedizione alla ricerca di pelli e pellicce, un improvviso attacco da parte della tribù degli Arikara costringe il capitano Henry (Domhnall Gleeson) a guidare la ritirata dei pochi superstiti verso il forte. Tra i sopravvissuti all’attacco c’è Hugh Glass (Leonardo Di Caprio) cacciatore di pelli e guida del gruppo, e suo figlio Hawk, che ama più di qualunque altra cosa al mondo, avuto dalla moglie, una donna Pawnee, morta anni prima. Glass, che conosce meglio di tutti il territorio, propone un percorso attraverso i boschi, ma il violento e improvviso attacco di un grizzly lo riduce in fin di vita. Redivivo – quasi – per miracolo, Glass comincia la sua lunga Odissea attraverso una natura impervia e feroce, guidato, forse addirittura tenuto in vita, dal desiderio di vendetta contro lo spietato John Fitzgerald (Tom Hardy).

Pochissimi i dialoghi, il regista affida il messaggio e l’emozione ai silenzi, alle espressioni e soprattutto alla fotografia. Curate dal grande Emmanuel Lubezky (due oscar e sette candidature come direttore della fotografia), le immagini che offre il film fanno sentire lo spettatore piccolo e impotente, come lo sono i personaggi, come lo è l’uomo, di fronte alla spaventosa e ineguagliabile grandezza della natura. È proprio la Natura, infatti, che domina nel film, con i suoi ritmi stagionali, il freddo, gli animali, le intemperie, tutti elementi che risvegliano nell’uomo un primitivo istinto di sopravvivenza, rendendolo capace di tutto. Ai confini della civiltà è sfumata la linea tra amici e nemici, gli alleati tradiscono, i nemici diventano compagni, tutto è concesso perché non ci sono regole, le sole forze positive rimaste sono l’amore, l’onore, la compassione.

Un film crudo, violento, drammatico la cui visione consigliamo ad un pubblico adulto. Alcune scene di ferite, ad esempio, risultano impressionanti per il loro realismo. Un film che pur nel suo lento avanzare non smette di stupire lo spettatore-cittadino, totalmente ignaro di come sia possibile sopravvivere in una natura tanto selvaggia e pericolosa. Leonardo Di Caprio non delude neanche questa volta, anche se ci dispiace sentirlo parlare così poco; lontano dalla zona di comfort che sono i suoi “soliti” personaggi, eccentrici ed eloquenti, riesce a comunicare pensieri ed emozioni con la sola forza dello sguardo – e qualche urlo. Magistrale Tom Hardy, uno di quei cattivi che «amiamo odiare», che recita con forza e passione, risultando impeccabile nella sua spietata crudeltà.

Le uniche criticità della pellicola sono il ritmo, che procede lento e costante, con tratti di monotonia e pesantezza, e l’estrema crudezza e violenza di alcune immagini – che possono essere considerate un punto di forza da alcuni, ma di certo non sono adatte ai più deboli di cuore e di stomaco.

Una volta concluso il film, dopo quasi tre ore di lotta per la sopravvivenza, lo spettatore esce dalla sala affaticato, quasi col fiatone, ma sicuramente felice di poter tornare a casa, al caldo e al sicuro.

Susanna Ciucci

Nata a Milano, laureata in Lettere Moderne e in Media Management, frequento il Master in International Screenwriting and Production all’Università Cattolica. Credo fermamente nel potere delle parole. L'ottimismo e l’inestinguibile voglia di dire la mia mi hanno portato ad aprire un blog “Outside the box. Pensare oltre”. E, dulcis in fundo, ho appena tirato fuori dal cassetto il mio primo libro, DISEGNI TRA LE NUVOLE (L'Erudita, 2016), una raccolta di racconti che vuole tenervi "col naso all'insù".