The Sea of Trees

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Un film di Gus Van Sant. Con Matthew McConaughey, Naomi Watts, Ken Watanabe. Anno: 2015. Paese: Stati Uniti. Produzione: Lucky Red. Uscita: Luglio 2015. Target: 18+.

Un insegnante universitario di matematica, deluso dalla vita, si inoltra nella foresta dei suicidi per porre fine alla sua vita …

Dopo gli applausi della stampa dedicati al nuovo film di Moretti, è stato proiettato  – durante il Festival di   Cannes appena concluso – l’atteso film di Gus Van Sant (veterano della Croisette e regista di Will Hunting e Milk) che ha invece deluso le aspettative ed è stato fischiato dalla stampa. Secondo la critica, infatti, regista e protagonisti immersi in questa foresta piena di alberi sembrano aver perso l’orientamento dando vita ad un’opera difficile da collocare all’interno di un lunga lista di film divisa da anni tra industria per blockbuster e indipendenza. Mancherebbero poi l’elemento lirico e e lo splendore plastico che sono i segni riconoscibili del cinema di Gus Van Sant.

A difendere film e stile del regista è sceso in  campo il protagonista, Matthew McConaughey, che ha parlato con grande passione del suo ruolo dove interpreta un americano, Arthur che si reca in una immensa foresta giapponese, ai piedi del monte Fuji in Giappone, per mettere fine alla sua vita dopo la morte della moglie. Un film, ha dichiarato l’attore Premio Oscar nel 2014, che si pone agli occhi dello spettatore come una vera avventura dello spirito e dove il protagonista si sente diviso tra la razionalità, il bisogno di spiritualità e l’amore per la natura.

Un programma folle per fortuna interrotto per fortuna da un giapponese ferito e bisognoso di cure (Ken Watanabe). I due diventeranno amici e inizieranno un cammino di riflessione e sopravvivenza e insieme cercheranno di uscire dalla foresta in mezzo a tanti ostacoli e difficoltà che metteranno a rischio la vita dei due ex aspiranti suicidi. Ad interrompere l’unità narrativa del film intervengono tanti flashback che ci fanno conoscere la vita passata del protagonista. Ricordi che riportano la mente di Arthur, professore universitario di matematica, al rapporto con la moglie alcolizzata (Naomi Watts) fatto di tante liti e incomprensioni e alla malattia che l’ha uccisa.

Proprio questi flashback non sono piaciuti alla stampa. Apprezzato invece il mare di alberi sconfinati della foresta. E’ qui che Arthur in comunione con la filosofia orientale e con la natura cercherà di allontanare i sensi di colpa, ritrovando un nuovo amore per la vita.

Il mare di alberi farà davvero franare la storia? L’uomo in cerca di sé stesso troverà davvero la salvezza e l’amore perduto per la vita? Per saperlo dovremo aspettare il mese di luglio. Di certo quello che la critica a Cannes è solita disprezzare, è poi molto amato dal pubblico del botteghino.

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia