The social network

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Un film di David Fincher. Con Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Justin Timberlake, Armie Hammer, Max Minghella. Biografico, durata 120 min. – USA 2010. – Sony Pictures. uscita venerdì 12 novembre 2010

In una notte d’autunno del 2003, lo studente di Harvard e genio della programmazione Mark Zuckerberg si siede davanti al suo computer e inizia a lavorare ad una nuova idea. Tra blogging e programmazione, quello che inizia nella sua stanza del dormitorio presto si trasforma in in una rete sociale globale, in una rivoluzione nel mondo delle comunicazioni. Sei anni e 500 milioni di amici dopo, Mark si ritrova a essere il più giovane miliardario nella storia. Ma, come per ogni imprenditore, il successo conduce sia alle complicazioni personali sia alle difficoltà legali.

Il regista David Fincher, con il pretesto di raccontare la storia del famosissimo social network e del miliardario più giovane del mondo, pur senza clamore o sottolineature arroganti, conduce un’analisi spregiudicata delle sempre più diffuse tendenze della società contemporanea, come la volontà di successo a tutti i costi e a modo proprio e l’ossessione della popolarità e della competizione, dei soldi e del sesso. Forte di una sceneggiatura da premio Oscar (firmata da Aaron Sorkin), naviga a vele spiegate tra amicizie e rivalità, club esclusivi e complotti, party in ufficio e selezioni del personale fatte in base a chi meglio resiste all’alcool, biglietti da visita con gli insulti e dialoghi ironici e taglienti, riuscendo a tenere lo spettatore incollato alla poltrona per tutta la durata della pellicola.

Il risultato è dunque uno dei film più convincenti e coinvolgenti dell’anno, nonché un ricchissimo affresco sociale che induce a riflettere su ciò che ormai non è più così scontato: i rapporti tra le persone sono reali ed, entro certi limiti, devono rimanere esclusivamente tali. E’ proprio il mettere in secondo piano questo importantissimo pilastro del vivere comune, unitamente alla progressiva distorsione delle informazioni ad opera di innumerevoli filtri virtuali, a provocare quella solitudine che affligge tante persone nel mondo e nella quale si ritrova lo stesso protagonista in un modo un po’ paradossale, essendo egli partito dall’originario intento di creare una rete di amicizie online.

Al termine della visione è quindi inevitabile chiedersi in che direzione stia andando la civiltà occidentale, quanto il fenomeno Facebook condizionerà ulteriormente le nostre vite e se sarà sostituito da qualcosa di ancora più potente e viscerale.

 

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Studente di ingegneria, appassionato di cinema e musica.