The Walk

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Un film di Robert Zemeckis. Con Joseph Gordon-Levitt, Ben Kingsley, Ben Kingsley. Sceneggiatura: Robert Zemeckis, Christopher Browne, Charlotte Le Bon. Paese: USA. Anno: 2015. Produzione: Magemovers, Sony Pictures Entertainment (SPE), Tristar PRODUCTIONS. Durata: 100’. Uscita: 22/10/2015. Target: 14+.

Un funambolo francese, Philippe Petit, si pone la sua sfida più grande: camminare su un filo in mezzo alle Torri Gemelle di New York, a 400 metri d’altezza …

E’ il kolossal hollywoodiano di Robert Zemeckis a raccontare la spettacolare impresa del funambolo francese Philippe Petit che nel 1974 decise di fare una passeggiata su una fune d’acciaio, tesa tra le due Torri Gemelle appena costruite, del World Trade Center. L’impresa tenne tutti i newyorkesi con il naso all’insù, mentre il mondo lo osservò con il fiato sospeso per quasi 40 minuti. Per Petit le sue imprese hanno sempre rappresentato una vocazione e un’arte, nata fin da piccolo osservando gli acrobati. Un mestiere mai compreso dal padre poliziotto che sfocerà in un conflitto insanabile, quando il giovane deciderà di allontanarsi dalla famiglia per cominciare ad esibirsi per le strade parigine.

Una passione vissuta sempre sul filo dell’illegalità: tutte le sue imprese infatti si sono sempre svolte senza permessi o autorizzazioni. Al suo fianco c’è Annie, una giovane cantante di strada di cui si innamora, un acrobata circense che gli insegnerà i segreti del mestiere, il suo amico e fotografo ufficiale Jean-Pierre e tanti altri amici che diventeranno complici di un’avventura in grado di mandarli tutti in galera.

Così mentre lo spettatore si chiede perché mai Philippe voglia mettere in pericolo la sua vita, sospeso ad un’altezza di 417 metri dal suolo, Robert Zemeckis dà vita ad un film che fa venire le vertigini, pieno di suspense e che corre sul binario della follia e di una istintiva simpatia nei confronti di questo sognatore funambolo autodidatta che crede soltanto nelle forze dell’uomo. Tuttavia nonostante il pathos crescente, ci sono alcuni punti del film che rimangono poco approfonditi, sospesi nel vuoto come Philippe. Prima di tutto il rapporto tormentato con la famiglia d’origine che rimane irrisolto e poi quello con la fidanzata che prima lo supporta nella realizzazione di questo progetto, ma che poi si allontana inspiegabilmente non appena l’impresa si conclude.

La storia d’amore sembra, dunque, costruita a tavolino per riempire alcuni vuoti narrativi di un film che di fatto vuole raccontare soltanto la forza dell’uomo, la passeggiata nel vuoto e la sua accurata preparazione. Un film che senza l’aiuto sapiente del 3D e dello schermo Imax, non risulterebbe così dinamico perché davvero lo spettatore sembra trovarsi sospeso sul vuoto insieme al protagonista.

Il regista premio Oscar non solo è rimasto affascinato dalla storia di questo folle sognatore, ma ha voluto lasciare anche una personale lettera d’amore alle Torri Gemelle e un suo personale messaggio al pubblico che riprende l’autobiografia di Philippe: i limiti esistono soltanto nell’anima di chi è a corto di sogni. In realtà quello che torna alla mente dello spettatore, alla fine del film, sono le parole pronunciate da un sacerdote newyorchese a proposito delle imprese del funambolo francese: «Petit non crede in Dio, ma Dio crede in Petit». Al punto di averlo sempre tenuto strettissimo, tra le sue braccia invisibili, mentre il funambolo passava da un folle progetto all’altro.

 

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia