Thor

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Un film di Kenneth Branagh. Con Chris Hemsworth, Natalie Portman, Tom Hiddleston, Stellan Skarsgård, Colm Feore. Azione, durata 130 min. – USA 2011. – Universal Pictures uscita mercoledì 27 aprile 2011.

Nel fantastico regno di Asgard il re Odino ha due figli, Thor e Loki, l’uno impetuoso, irascibile e presuntuoso, l’altro più riflessivo ma sofferente di un complesso di inferiorità nei confronti del fratello. Quando la fragile pace con il vicino regno di Jotunheim viene compromessa dal comportamento avventato e irresponsabile di Thor, Odino decide di punire il figlio esiliandolo sulla Terra e privandolo di tutti i suoi poteri. Sulla Terra il dio esiliato incontra una squadra di ricercatori che stanno indagando su una serie di fenomeni celesti verificatisi nel deserto del New Mexico. Molto presto, tuttavia, il regno di Asgard viene a trovarsi in grave pericolo, poiché Odino è impossibilitato a regnare e Loki, travolto dalla brama di potere, diviene irruente e arrogante e mette a rischio le sorti dell’universo. Thor, legato nel frattempo alla ricercatrice Jane da un amore intergalattico, dovrà trasformare sé stesso per recuperare la propria natura divina e salvare suo padre e la sua patria.

Non dovrebbe meravigliare che un supereroe e una storia di tali potenzialità narrative abbiano attirato l’interesse di Hollywood, soprattutto dopo i successi al botteghino dei vari Batman, Spiderman, Iron Man e X-Men. Stupisce invece la scelta di Kenneth Branagh come regista. Essendo egli noto esclusivamente per la direzione di rifacimenti shakespeariani, si tratta di un accoppiamento insolito, che testimonia l’intenzione da parte degli studi Marvel di offrire un prodotto innovativo anche sotto il profilo dei contenuti narrativi, evitando di limitarsi a sfornare un prodotto scontato e superficiale che avesse nel grande spreco di effetti speciali il suo unico punto di forza, come è accaduto invece per tante recenti produzioni dello stesso genere. Eppure Branagh riesce solo in parte ad imporre il proprio marchio di profondità, piegandosi ben presto alla logica del blockbuster e cedendo il passo al divertimento iperbolico di rumorose e invadenti sequenze d’azione e a qualche cliché hollywoodiano di troppo.

E’ certamente meraviglioso l’impatto visivo prodotto dalle maestose scenografie realizzate in Computer Graphics, tuttavia la tecnologia del 3D appare ancora una volta come un elemento accessorio e sembra quasi che, dopo Avatar e pochi isolati epigoni, essa abbia esaurito la propria spinta propulsiva: siamo in attesa di essere smentiti. In particolare, la parte del film ambientata nel regno di Asgard risplende della mitica presenza di un titanico Anthony Hopkins nei regali panni di Odino. Non sono certamente alla stesso livello le altre interpretazioni e Natalie Portman non sembra a suo agio in un ruolo che risulta un po’ privo di personalità.

Insomma, il supereroe nordico diverte e offre qualche spunto interessante, ma il suo è un successo a metà.

 

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Studente di ingegneria, appassionato di cinema e musica.