Tim Tebow e lo spot pro-life

0

Nato il 14 agosto del 1987 a Manila, Filippine, Tim Tebow – meglio conosciuto come Timmy – è oggi il più famoso quarterback degli USA. Eppure doveva morire, o meglio, non sarebbe mai dovuto nascere. La madre infatti era in una gravidanza a rischio, i medici le hanno vivamente consigliato di abortire. Lei e il marito, missionari cristiani nelle Filippine, hanno rifiutato quel consiglio. Tim, nonostante tutti i rischi, ce l’ha fatta. Non s’è limitato a nascere e condurre una vita qualsiasi: una volta entrato al college ha vinto un trofeo dietro l’altro come giocatore di football agonistico, fino a vincere l’ambitissimo Heishman Trophy, trofeo riservato al miglior giocatore universitario di tutti gli Stati Uniti. Mica poco! Ma Tim non smette di meravigliarci, o meglio, a meravigliarci è sua madre, che assieme all’associazione cattolica Focus on the Family (www.focusonthefamily.com) ha messo su un video di soli 30’’ proprio su Tim, che ha mostrato in anteprima il 7 febbraio in conclusione di una delle partite del Super Bowl americano, in diretta televisiva. Molte sono state le voci contrarie, specie da gruppi femministi che urlano “Uno spot che usa lo sport per dividere anziché unire non può trovare posto nell’evento sportivo più importante dell’anno”. Belle parole, a sentirle così quasi condivisibili, ma… non sono che facili scuse: quanto costa dire che il video è soltanto molto molto scomodo? Scomodo perché diretto, breve, toccante, simpatico, allegro. Perché a favore della vita. Una bella madre che non nasconde il dolore, un figlio atletico che la butta a terra scherzoso sperando lei smetta di preoccuparsi per lui, ora che è nato e cresciuto, e anche bene! Enormi le polemiche. Personalmente mi sono fatta un piacevole tour su youtube sentendo interviste, vedendo immagini, ascoltando discorsi… Tim Tebow crede in Dio e per questo è convinto del valore della vita sin dal suo concepimento. Non ha problemi a dirlo in pubblico, tanto in pubblico da aver girato il mondo col controverso “pro-life-spot”. Sa bene di trovare persone in disaccordo, ma sostiene di essere solo portavoce di un messaggio in cui crede e che vuole condividere con altri. Ma Tim non si limita ad essere una faccia sorridente in uno spot di 30’’ in cui lui appare solo alla fine. E’ un vero testimone del valore della vita: sin da ragazzo ha continuato a tornare nelle Filippine ogni qualvolta gli fosse possibile per aiutare orfani e famiglie pauperrime, nelle cose pratiche quanto in quelle più astratte: è stato lì a dare una mano a suturare delle ferite come è stato lì a parlare di Dio. Riceve circa 400 richieste al mese per essere presente in qualche posto a tenere discorsi, e risponde a tutte le chiamate che può. Va nelle scuole, nelle prigioni, nei posti più impensati, ma nulla sembra fermare Tebow, il bambino che non doveva nascere. Guardatevi il video con la traduzione a seguire.   [youtube width=”580″ link=”http://www.youtube.com/watch?v=xqReTDJSdhE”] 

– Lo chiamo il mio “bambino-miracolo”. Per poco non ce l’ha fatta a venire al mondo. Ricordo così tante volte in cui l’ho quasi perso. E’ stata così dura! Beh è bello cresciuto ora, e io ancora mi preoccupo per la sua salute! Sapete, con tutto ciò che la nostra famiglia ha passato… devi essere forte!

(tonfo della madre a causa di Tim, il figlio).

– Timmy, qui stiamo cercando di raccontare la nostra storia!

– Scusami mamma… sei ancora preoccupata per me mamma?

– Oh si, non sei per nulla forte quanto me!