Tobia. Un millimetro e mezzo di coraggio

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Se il protagonista della storia è alto un millimetro e mezzo allora è possibile che tutto il mondo in cui la storia si svolge è un albero. Questa è a mio modo di vedere la trovata più interessante di questo romanzo che è stato tradotto in venti lingue e ha vinto numerosi premi.

Tobia è un ragazzino in fuga. Suo padre, un inventore geniale ma anche un po’ bislacco, ha suscitato le ire del boss dei Rami Alti, la regione più popolosa e ricca dell’albero su cui tutti quanti vivono. E così la famiglia è stata costretta a trasferirsi nei Rami Bassi, una zona umida, oscura e inospitale, dove però Tobia fa amicizia con persone interessanti e che hanno tanto da dargli. Fino a quando la situazione precipita e la loro vita viene sconvolta dal cattivo di turno, Jo Mitch, un vecchio bavoso tanto grasso che per sedersi ha bisogno di due sedie, una per ogni chiappa. Lo chiamano ‘il Grande Vicino’ e fa l’allevatore di punteruoli, insetti che scavano nell’albero gallerie profonde. Lui vuole rubare al prof. Lolness, padre di Tobia, un segreto, frutto di una sua scoperta, che se finisce in mani sbagliate può portare tutto l’albero alla rovina. Ecco perché Tobia, trafelato, deve scappare, scappare e ancora scappare, sin dalle prime pagine del libro.

Concepito dalla fertile fantasia di un architetto francese che scrive da quando era giovanissimo, Tobia. Unmillimetro e mezzo di coraggio è il primo di due libri (il seguito s’intitola Tobia. Gli occhi di Elisha) e si legge come una fiaba. Della fiaba ha l’ambientazione naturalistica in cui anche gli animali e le piante sembrano avere un’anima, lo stile leggero e incalzante, certe situazioni in cui dovresti avere paura ma in fondo sai che tutto si risolverà nel migliore dei modi. Anche i cattivi, per quanto veramente cattivi, non riescono a incutere timore e alla fine risultano delle macchiette, goffi e impacciati, un po’ ingenui e sempre perdenti.

Una piccola pecca del romanzo è l’andamento a salti temporali: la narrazione procede con piccoli avanzamenti e lunghi flashback che rompono un po’ la tensione del racconto e a volte confondono il lettore, che rischia di perdere il filo. Di buono ci sono tanti valori positivi: l’amicizia e il coraggio di sacrificarsi per gli amici, la famiglia, il rispetto dell’ambiente, l’astuzia che serve per venire fuori dalle situazioni più compromesse.

Il libro non finisce con la parola ‘fine’. Al termine della lettura c’è un gioco da fare. In ognuna delle illustrazioni del libro è stata nascosta una minuscola lettera (per i lettori che non ci vedono bene alcune edizioni forniscono anche un segnalibro che contiene una piccola lente d’ingrandimento). Prese in sequenza tutte le lettere e inserite nel crucigramma che si trova nell’ultima pagina verrà fuori una frase . Non chiedetemi un indizio perché non ve lo do…

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Tobia. Un millimetro e mezzo di coraggio
Autore: Timothee De Fombelle
Genere: Avventura
Editore: San Paolo
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 350
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.