Travian: il gioco, l’interazione

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Esattamente un anno fa, mi veniva proposto di iscrivermi a Travian. Mi sono iscritto, attirato dalla novità, ed ho appreso da Wikipedia che Travian è un gioco on-line gratuito di tipo MMOG (Massively Multiplayer Online Game). Un po’ come Second Life o Habbo, raccoglie migliaia di persone che interagiscono sul web, stringendo amicizie virtuali con gente reale, ma ha una grande differenza, che lo rende più gradevole dal punto di vista morale e ludico.

Travian è al contempo un gioco di ruolo, di guerra e di simulazione gestionale; non appena effettuata l’iscrizione, il server affida all’utente un villaggio, espresso in coordinate cartesiane e rinominabile a piacimento del proprietario, che deve essere amministrato nei settori economico e militare. Infatti ogni villaggio è anzitutto provvisto di un’area produttiva, che nel giro di un’ora aggiunge una certa quantità di legno, argilla, grano e ferro al magazzino, una struttura che invece viene costruita dall’utente dentro le mura della cittadella, occupando uno dei lotti destinati alla costruzione di edifici. Magazzino, granaio, mercato: il giocatore accumula risorse, le reinveste per aumentare il totale di risorse prodotte nell’area ogni ora, oppure le commercia con altri utenti. Ogni struttura, in generale, ha un tempo di costruzione, un costo e deve essere portata al livello 20; ogni livello implica un costo ed un tempo maggiore, nonché maggiori vantaggi.

Parte delle risorse andrà investita nel settore militare: in Travian, al momento dell’iscrizione, il giocatore sceglie una tribù -  Romani, Galli o Teutoni ? e ciascuna sviluppa peculiari truppe con costi e caratteristiche differenti.
Ad esempio, i Romani possono reclutare immediatamente un’unità base, il legionario, che ha un preciso costo, dei punti di attacco, di difesa contro fanteria, di difesa contro cavalleria, una capacità di trasporto risorse (che è determinante durante il raid contro un avversario, per portare a casa quante più risorse possibili) e una velocità misurata in caselle per minuto. Infatti la mappa di Travian è gigantesca, e spesso gli spostamenti di un esercito, o di un carro merci, richiedono ore o giorni. Ogni utente può effettuare raids contro altri villaggi, allo scopo di rubare risorse e imporre la propria supremazia sul vicinato, o difendersi se sta per subire un attacco.

Ogni server può durare mesi, anche più di un anno, ed il vincitore sarà l’utente che riuscirà ad edificare una Meraviglia, portarla al livello 100, difenderla dagli attacchi dei nemici e mantenerla, fornendo al villaggio-Meraviglia le risorse necessarie al sostentamento. Infatti solo con un enorme impiego di truppe e di risorse si può sperare nella vittoria, e questo è possibile solo se un giocatore ambizioso è membro di un’alleanza altrettanto ambiziosa.

Proprio questa è la nota positiva di un gioco apparentemente uguale a tanti altri: l’alleanza è necessaria a sopravvivere, e in essa ognuno gode di un ruolo, esprime la propria opinione sulla situazione del gioco, agisce per il bene comune e contro un nemico comune. Il fine è un divertimento sano, che non richiede molto tempo: basta controllare ogni due ore o tre il proprio villaggio. C’è chi, costretto a lavorare di notte, ha reso Travian un canale di sfogo, per non cadere nella noia e fare quattro chiacchiere con qualcuno: tanta gente si ritrova connessa nelle ore notturne, per parlare o inviare un attacco a sorpresa a qualcuno. Tra i più efferati giocatori una buona parte paga il sito, acquistando i cosiddetti punti Gold, cioè dei bonus che danno una spinta alla produzione, azzerano il tempo di costruzione degli edifici, attivano funzioni che rendono più pratico l’utilizzo.

Questa è una pecca del gioco poiché, come molti lamentano, solo gli utenti “ricchi” possono puntare alla vittoria, ma nel complesso è un ottimo canale di socializzazione, dove poter testare le proprie abilità di leadership, coinvolgere diversi utenti in un progetto, coordinare operazioni, effettuare calcoli. Divertente e corroborante allo stesso tempo.

 

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