Truth – Il prezzo della verità

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Un film di James Venderbilt. Con Cate Blanchett, Robert Redford, Elisabeth Moss, Topher Grace, Denns Quaid. Sceneggiatura: James Venderbilt. Produzione: Bradley Fisher, William Sherak, Brett Ratner, Doug Mankoff, Andreq Spaulding. Paese: USA. Anno: 2015. Durata: 125’. Uscita:17/03/2015 . Target: 14+.

Il film racconta il lavoro svolto dalla giornalista Mary Mapes come produttrice del controverso reportage trasmesso da 60 Minutes, diretta dal famoso anchorman Dan Rather, nel quale venivano rivelate delle prove secondo cui l’allora presidente George W. Bush aveva trascurato il suo dovere durante il periodo di servizio prestato come pilota nella Guardia Nazionale dell’Aeronautica del Texas. Ma pochi giorni dopo la messa in onda del servizio l’attenzione dei media e del pubblico viene spostata sulla stessa Mary Mapes, il cui lavoro e la cui attendibilità diventa il nuovo oggetto di indagine …

Qual è il prezzo della verità? E in cosa consiste la libertà d’informazione e la verità sostanziale dei fatti? In un tempo in cui le notizie hanno vita breve e il giornalismo va sempre di corsa sotto l’influenza di Internet, il cinema americano cerca di rispondere a queste domande, raccontando una battaglia contro la corruzione nel mondo della politica. Una storia mediatica, realmente accaduta, che si scontra con la vicenda umana e professionale di Mary Mapes, produttrice della CBS News e per più di un decennio collaboratrice di Dan Rather, uno dei volti più amati e noti della CBS. Il giornalista che ha condotto più telegiornali serali di chiunque altro nella storia degli Stati Uniti.
Nel 2005 Mary, giornalista investigativa, vinse il Peabody Award per avere rivelato a tutto il mondo la storia degli abusi compiuti nella prigione militare irachena di Abu Ghraib. Dopo questa denuncia Mary decise di formare un team di giornalisti investigativi per un nuovo caso, messo volutamente in ombra dai poteri forti. Si trattava di un reportage, il caso Rathergate, che pose fine alla sua brillante carriera di giornalista investigativa e che rischiò di compromettere la riconferma di George Bush alla Casa Bianca.
Lo scoop, mandato in onda dalla Mapes e da Dan Rather durante la trasmissione 60 minutes, svelava i presunti favori ricevuti tra il 1968 e 1974 dal presidente, che era stato arruolato nella Guardia Nazionale dell’Areonautica del Texas anziché in uno dei corpi militari mandati in guerra in Vietnam.
Alla fine della trasmissione seguì una vera bufera che fece a pezzi la credibilità giornalistica della storia e portò al licenziamento della Mapes e alle dimissioni forzate di Rather, interpretato da uno sbiadito Robert Redford. Secondo l’accusa l’inchiesta si fondava su fonti non verificate. L’accusa più infamante per un giornalista.

Mary aveva scoperto dei documenti che sembrava fossero stati scritti nei primi anni del 1970 dal comandante di George W. Bush, Jerry Killian B, morto nel 1984. Nessuno degli esaminatori forensi o esperti di tipografia riuscirono, però ad autenticare le prove perché erano fotocopiate.
Non volendo entrare nel merito di una storia molto complessa che ha diviso l’opinione americana e sulla reale attendibilità dell’inchiesta giornalistica, possiamo comunque affermare che il film mostra non soltanto i pregi e i clamorosi errori dell’inchiesta, ma pone anche l’accento sulle vicende umane di Mary che, con l’appoggio instancabile del marito, ha lottato con tutte le sue forze per non perdere la sua integrità e coerenza sia come giornalista sia come persona, trovandosi come nemico da abbattere la stessa rete televisiva per la quale lavorava. Molto intensa è anche l’amicizia tra Mary e Dan che ha sempre rappresentato per la giornalista, una figura paterna e rassicurante.

Truth è incentrato sulla ottima recitazione di Cate Blanchett che interpreta in modo deciso il temperamento combattivo della protagonista alle prese con una fase delicatissima della sua vita lavorativa. L’ampio spazio della narrazione dedicata alla sua vita privata rendono la complessa vicenda, difficilissima da raccontare, un po’ più leggera. Da notare poi che questa inchiesta è stata contestata (per la prima volta nella storia della tv) dai blogger. Da quel momento in poi i volti noti del giornalismo americano non sarebbero stati più i garanti assoluti della verità.

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia