Turpiloquio adolescenziale

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Vista la grande considerazione che l’Italia ha di quella piccola porzione di giovani che la abitano vi parlerò delle ovvie e oserei dire quasi scontate problematiche che inquinano la mente di un’adolescente italiana del 2011.

Tutto comincia da qui:
Mamma mia sedici anni! Che signorina,tra due anni la maturità e poi? – mi chiedono circa il 70% degli amici dei miei.

Con voce fiera e determinata rispondo: STORIA DELL’ARTE E ARCHEOLOGIA!
La risposta a getto del mio interlocutore: BELLO! – che viene immediatamente seguita da una lunga pausa di riflessione seguita da queste testuali parole: Vabbè, ti sposi un riccone e sei a posto!
Tralasciando la retrograda ma ahimè italiana concezione delle “donne in carriera” ecco che i miei neuroni di teenager cominciano a mettersi in azione. Ha detto così perché è perfettamente consapevole della drammatica situazione in cui l’Italia si trova.

E già, quell’Italia ritratta, un po’ in tutti i romanzi stranieri e non, come l’incarnazione della bellezza, dell’arte, della passione dell’uomo e della passione dell’uomo per l’uomo e tutti i modi in cui queste si esprimono; il tempio dell’arte di cui gli italiani sono i sacerdoti è passata a miglior vita.
Niente di tutto questo sarà lontanamente percepibile nell’aria nel momento in cui muoverò i miei primi passi NEL MONDO se continuiamo così: siti archeologici abbandonati a se stessi, scuole filosofiche ridotte al lastrico (si pensi alla scuola di Napoli), università sterili, direttori d’orchestra, musicisti, ricercatori e studiosi di ogni genere costretti dalla necessità (e non più dal caso) ad espatriare, costretti a diventare i “prostituti della cultura” dell’epoca. Che prospettive ho di questo mio futuro? Il nulla,a meno che non decida di optare per Economia e commercio o Giurisprudenza, le università per eccellenza di qualsiasi italiano medio; queste ultime parole sono dure e ci tengo a precisare che non sono rivolte alle facoltà in sé ma al panorama che ci costringe a scegliere una delle due prima espresse piuttosto che un’altra facoltà che ci fornirebbe un pezzo di carta che, oggi come oggi, non ci assicurerebbe alcuna certezza futura ma solo una chilometrica galleria buia in cui l’unica fonte di luce alla fine di essa risulta essere un call center .

Forse vi ho immensamente annoiato con tutti questi frivoli problemi adolescenziali causati dalla dipendenza dalla TV o dai vari social network che propongono questo triste panorama dell’Italia. Che volete che vi dica… è la noia che mi porta a fantasticare e a dare questa sfumatura catastrofica;che volete farci,sono un’adolescente e come tale tendo naturalmente a distruggere quella bolla di vetro avvolta da bambagia in cui dovrei stare!

Certo è che se gli "adulti", che dovrebbero impegnarsi per dare un futuro a noi giovani, si concentrassero di più su questo, forse potrei dare un senso di speranza a questo noioso turpiloquio adolescenziale!

Cogitoetvolo