Tutti indietro

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C’è un’onda di mare sulla copertina del libro Tutti indietro di Laura Boldrini, l’onda del mar Mediterraneo che da sempre è stato crocevia di scambi e incontro tra civiltà diverse. La stessa onda che da un paio di decenni è solcata da gommoni carichi di uomini, donne e ragazzi in fuga da drammatiche situazioni di guerra, torture e persecuzioni. Sono loro, i cosiddetti rifugiati, i protagonisti di queste pagine nate dall’esperienza e dal lavoro compiuto dalla Boldrini in qualità di portavoce dell’alto commissariato ONU per rifugiati.

L’intento dell’autrice è, prima di tutto, chiarire la profonda differenza tra migrante e rifugiato, in quanto il più delle volte, erroneamente, sono utilizzati come sinonimo. Il rifugiato è, infatti, colui che fugge dalla propria terra d’origine per porre fine a un tragico capitolo della sua vita, mentre il migrante economico lascia la patria con la speranza di trovare condizioni lavorative migliori.

Scrivere questo libro ha, quindi, significato dar voce a quel patrimonio di storie di vite segnate da innumerevoli sofferenze che la Boldrini ha raccolto e non ha più dimenticato nel corso del suo lavoro. Quella di Sayed è una di queste: a undici anni è stato allontanato da casa dalla madre perché non finisse tra le fila dei Talebani. Solo dopo nove anni tra abusi, respingimenti e prigionia, giunge in Italia nascosto sotto un camion, rannicchiato vicino al motore. Quando le forze sembrano abbandonarlo, si aggrappa al condotto dell’olio, che gli si riversa bollente sulla pelle. Cade a terra, rotola fuori dal tir e impaurito fugge. Giunge a Benevento dove, entrato in una pizzeria, è accolto dal proprietario a patto che non sia talebano. Ora Sayed ha vent’anni: studia mediazione culturale, con la speranza di poter riabbracciare sua madre. È una storia a lieto fine, quella di Sayed, resa possibile grazie alle tutele a favore dei richiedenti asilo e dei rifugiati, come prevede la convenzione di Ginevra del 1951, che si fonda sul principio del non respingimento.  Un’Italia, quindi, quella che ha accolto Sayed che c’è, ma non si vede, un’Italia della solidarietà e della speranza, un’Italia che mette la Vita prima di tutto: così termina il suo libro la Boldrini. Avvocati, insegnanti, medici e giornalisti si prendono a cuore la situazione di disagio di queste persone e spesso, senza chiedere nulla in cambio, spendono parte del loro tempo accanto ai rifugiati, convinti che questo sia il primo vero passo verso l’integrazione e il rispetto reciproco.
Spesso capita, invece, che coloro che arrivano via mare sono chiamati troppo sbrigativamente “clandestini”, termine che si porta dietro un bel carico di pregiudizio. Clandestino fa pensare a qualcuno di pericoloso che deve nascondersi perché ricercato dalla  giustizia, anche se la maggior parte delle persone che approda in Italia è richiedente asilo, come sottolinea l’autrice nella sua introduzione. Ed è da questa errata opinione che nasce un sentimento ostile rivolto a tutti gli immigrati senza distinzione.

È un libro quanto mai attuale che, a differenza di molti altri scritti della medesima tematica, procede secondo lo sguardo di chi fugge, di chi non ha più nulla da perdere, di chi parte perché l’alternativa è morire. Pagine che ci aiutano a fare un passo verso l’integrazione, storie di uomini e  di donne alla ricerca della libertà, panoramica storico-politica dell’immigrazione nella penisola italiana, resoconto di un lavoro, quello della Boldrini e dei suoi collaboratori, accompagnato da tanta passione e determinazione.

Laura Boldrini non ha la pretesa di dare una soluzione ai tanti problemi legati all’immigrazione: al contrario, ci consegna una chiave di lettura per leggere la realtà con occhi diversi, cercando di mettere da parte pregiudizi e inutili avversioni. Ma, in particolare, ci ricorda che la Vita viene prima di tutto e, di fronte a un gommone in balia delle onde tra Italia e Malta con a carico 150 persone, sembra domandarci: è davvero giusto cacciarli tutti indietro?

 

 

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Tutti indietro
Autore: Laura Boldrini
Genere: Storia vera
Editore: Rizzoli
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 217

Ventenne, con tanti sogni e progetti. Intanto studia Lettere Moderne. Quando può prende la valigia e se ne va. Non importa dove: ama viaggiare come scrivere. Si annoia facilmente, per questo ha aperto il suo blog www.ilblogletterario.com dove parla del bene e del bello nascosti nella quotidianità.