Tutto il giorno alla play e poi…

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Ah! Finalmente a casa! E un’altra giornata è finita; maledetta scuola… Perdita di tempo. Dov’è il frigorifero? Ho fame… Bene, vediamo un po’ cosa c’è per me. “Luca, oggi hai il dentista!” Puff! Che scatole… Ora la frego io. “Non si può spostare l’appuntamento?” Anche se so già cosa mi risponderà… “Perché, che hai di così importante da fare?” “Mi devo vedere con gli amici nel pome” “Finalmente, non li ho mai visti questi tuoi compagni”. “No! Non vengono a casa”. “Ma come?” “Sì, cioè… Ci becchiamo on-line, sulla play”. “Anche oggi? ma sarà una settimana che non fai altro da dopo pranzo fino a sera, che giocare con i tuoi benedetti videogames”. “Ah mà! e non rompere! Tanto alla fine a scuola vado benino, non ti puoi lamentare di nulla…Cioè, che altro dovrei fare?” “Va bene! Ma domani non ti voglio vedere davanti a nessun tipo di schermo! Intesi?” Sì sì! Va bene… Promesso!”

Perfetto… Un’altra giornata di divertimento digitale guadagnata… Ingenua bontà materna. Calma però, Luca. Concentrati, fai le cose per bene… Bisogna prima avvisare gli altri e anche per oggi è ok; presto su Face. Vediamo un po’ chi è on-line. Bene, c’è Marco. Gli dirò di avvisare gli altri. Bene, messaggio postato, e ora leggiamo che compiti hanno assegnato per domani quelle sanguisughe. O vabbè! Niente di che: mate, filo e due pagine di storia. Allora: mate sono bravo, non ne ho bisogno, filo è una perdita di tempo e storia domani mi faccio dire il riassunto delle pagine da Giovanni che è un secchione. Perfetto, compiti fatti, ho un bel po’ di tempo per scaricarmi qualche migliaio di canzoni e 2-3 giochi che mi hanno consigliato. Caspita! Già le 18.30, l’appuntamento era per le 18 15, odio fare tardi alle cose importanti; fa niente, capiranno… Alla play.. Bene, ci sono tutti, si parte con il divertimento.

“Ciao Luca, oggi è stata una giornata massacrante, a te com’è andata?” “Ti rispondo dopo pa., ora sto giocando”. “Luca a cena!” “Un attimo, ho quasi finito!” “Luca io e tuo padre andiamo a dormire, è quasi mezzanotte; la nonna ha telefonato. Il nonno è quasi allo stremo delle forze, ti voleva sentire per sapere com’andata.” “Mi dispiace, non potevo”. Cavoli! stavo quasi per vincere! Ma che fa mamma? Singhiozza? Sì! È un singhiozzo quello, e anche quest’altro, bah! Chissà perché… Un momento… Forse è colpa mia… Il nonno… Che stronzo che sono… Non ci ho pensato… Sì che ci hai pensato Luca!… Sì, è vero… Ho fatto finta di nulla. Ero occupato… Potevi spegnere la Play! Ma dovevo finire… Dovevi? Che idiota… Sono un idiota… E ora… No!…Perché? Perché così?… Mi viene da piangere…Devo chiedere scusa alla mamma… Servirebbe?.. Sono stanco… Mi viene da piangere… Sto piangendo!.. A letto.. Devo dormire…devo… Non ce la faccio più… C’è troppo silenzio… Si è sempre in tempo per cambiare Luca!… No! Non penso… Io no… sì… Forse… Non lo so… Forse anche io… Sì… Sì!

Questo racconto, scritto da Pietro Montemurro, è risultato vincitore del premio “miglior stile” al concorso “iPlay new… you Play old – verso un’autentica vita felice”, svoltosi a Terrasini (PA) e sponsorizzato da Cogitoetvolo.

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