Un brivido che vola via

0

L’altra sera ero in auto con un amico e sfrecciavamo a 200 all’ora sull’autostrada, in quei momenti ho avuto davvero tanta paura (e non mi vergogno a dirlo), paura che per un piccolo sbaglio, per una minima distrazione saremmo potuti finire fuori strada sbattuti di colpo nelle cronache tra le vittime del sabato sera. Poi, riflettendoci, ho pensato alla fragilità della vita che è davvero «un brivido che vola via».

Ecco, siamo così noi giovani, immaturi ma già pronti a giocare con la vita, con una responsabilità enorme sulle spalle ma spesso e volentieri presa alla leggera. Per noi tutto è concesso, a noi tutto è lecito … i miei genitori mi concedono ogni libertà (esco quando voglio, mi comprano tutto quello che chiedo, prendo l’auto quando mi pare) ma non si preoccupano di insegnarmi che la libertà, quella vera è solo interiore. La nostra vita è un gioco perché a noi giovani piace scherzare, piace correre, a noi giovani piace vivere quel brivido della velocità a bordo della nostra auto o sulla nostra moto.

Nella nostra corsa non ci sono valori massimi, si arriva ben al di là di quanto le nostre forze possano permetterci, perché noi giovani non amiamo i limiti di velocità, non amiamo le imposizioni, non amiamo gli “stop”, e non amiamo nemmeno la modestia … preferiamo piuttosto i sorpassi e quello sfizio estremo di trasgredire le regole, pensando “altrimenti che ci sono a fare se non per essere trasgredite?”.

Intanto le morti bianche velocemente si susseguono e noi giovani ancora una volta applaudiamo e piangiamo su quelle bare, noi, giovani, restiamo ancora una volta attoniti a guardare. In queste circostanze mi rendo conto che solo la morte a volte può aprirci gli occhi, che solo dopo una “catarsi” di questa portata riusciamo a capire i nostri sbagli, le nostre colpe, gli eccessivi agi, la nostra condizione di povertà interiore, solo dopo ci rendiamo conto delle nostre mancanze … quando è ormai troppo tardi…

Qual era allora la meta della nostra sfida? Forse arrivare prima a casa? Raggiungere il nostro amico che andava più forte? Smaltire la sbronza del post discoteca? Se è così allora mi chiedo dove abbiamo gettato i nostri sentimenti. Quindi è vero, siamo poveri, siamo davvero poveri se ci abbassiamo a questi livelli? Beh allora siamo solo parole, solo vento, solo asfalto, cosa siamo? Siamo polvere? Eppure noi giovani abbiamo mille potenzialità e altre mille che a noi stessi ci sono sconosciute e non è questo il modo per tirarle fuori. Ci sono associazioni culturali, associazioni di volontariato, associazioni di idee, sì, di idee, e non dobbiamo aver paura di farle emergere. È qui che dobbiamo correre il pericolo di proteggere i nostri valori, per recuperarli se li abbiamo persi, per ingigantirli, per portarli avanti con coraggio, perché noi giovani sappiamo essere coraggiosi quando vogliamo… e allora impariamo a pensare con la nostra mente senza nascondere le nostre sensazioni; questo significa crescere, maturare, migliorare!

Perché è vero che la vita è un brivido che vola via ma sarebbe anche bello se quel brivido facesse sempre parte di noi; perché, in fondo, a sprecarlo non ci vuole nulla!

Sono Domenico, ho 29 anni e una passione smodata per la scrittura. Il mio sogno nel cassetto è scrivere un libro, l’altro è un viaggio per il mondo in sella alla mia bici. “Strappare la bellezza ovunque sia e regalarla a chi mi sta accanto” è quel che tento di fare attraverso i miei articoli. Spero che un pizzico di quella bellezza arrivi dritta dritta ai vostri cuori! Buona lettura!!!