Un fidanzato per mia moglie

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Un film di Davide Marengo. Con Geppi Cucciari, Paolo kessisoglu, Luca Bizarri, Corrado Fortuna. Sceneggiatura: Francesco Piccolo. Paese: Italia. Anno: 2014. Durata: 97’. Uscita: 30 Aprile.Target: 14+.

In crisi con la moglie, un rivenditore d’auto d’epoca ingaggia un ex playboy perché metta fine al matrimonio.

Anche il matrimonio in tempi di crisi subisce le aspre conseguenze di un malessere che non è soltanto economico.

Di questo si è accorto goffamente anche il cinema che presenta sul grande schermo sempre più spesso matrimoni che implodono miseramente insieme  alle ferite, ai tradimenti e alle incomprensioni dei coniugi di tutte le età che sembrano scegliere sempre più spesso la via facile della deresponsabilizzazione come strada maestra per raggiungere  la serenità e la libertà interiore. Quasi a voler affermare che neppure la famiglia, il luogo privilegiato degli affetti, rappresenta più una certezza. In questo contesto anche lo Stato fa la sua parte, presentando il prossimo 26 maggio un progetto di legge che accorci i tempi del divorzio, rifacendosi all’esperienza francese, sottraendo “alla giurisdizione i procedimenti di separazione e di divorzio di natura consensuale”.

In ballo anche l’arco di tre anni di separazione che un tempo doveva servire ad aiutare la coppia – come ha affermato di recente il Presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco – a far decantare l’emotività e le situazioni di conflitto in vista di un possibile riconciliamento. Insomma un disegno di legge che sembra fatto apposta per deresponsabilizzare i coniugi che si vogliono separare, assolvendoli da ogni impegno nei confronti di se stessi e nei confronti della società. Quasi a voler affermare che è più facile distruggere piuttosto che ricostruire.

In questo contesto a far da timido controcanto ad un disegno di legge che potrebbe avere un impatto molto grave sulla famiglia, ecco inaspettatamente una commedia diretta da Davide Marengo (remake della commedia argentina Un novio para mi mujer, campione d’incassi nel 2008) in questi giorni al cinema, non particolarmente brillante (e a tratti inutilmente volgare) che mette in scena la crisi di una giovane coppia e la routine matrimoniale, fatta anche di casa e di carrelli della spesa da riempire, riservando però un piacevole happy end. Simone (interpretato dal bravo Paolo Kessisoglu), dall’indole molto socievole e un po’ superficiale, dopo pochi anni di matrimonio non riconosce più la moglie Camilla che sta risentendo emotivamente del trasferimento a Milano e che sembra essersi chiusa in casa perdendo quasi la voglia di vivere, diventando sempre di più scontrosa e litigiosa. Gli amici di Simone che mal sopportano la moglie, tra una partita di basket e varie feste, fanno di tutto per convincere l’amico a lasciarla prospettandogli una vita piena di divertimenti e senza alcuna responsabilità.

La scorciatoia sembra essere offerta dall’incontro della moglie – apparentemente causale –  con Falco, un personaggio poco tratteggiato e molto banale, che di professione fa il playboy con lo scopo di indurre la coppia a separarsi in tempi record. Simone decide di assoldarlo per far sedurre la moglie liberandosi così di lei in appena quindici giorni. Per farla uscire di casa riesce anche a trovarle un lavoro come conduttrice radiofonica, mestiere che Camilla (interpretata da una convincente Geppi Cucciari) dal carattere un po’ spigoloso, ma sincero e solare, svolgeva prima del suo trasferimento e che amava moltissimo. Le cose sembrano funzionare secondo i piani, ma questo non fa altro che mettere in crisi Paolo dapprima stufo delle lamentele della moglie poi lentamente sempre più consapevole della sua unicità che la rende così speciale e del suo malessere: la solitudine.Quando però cercherà di tornare indietro, sarà troppo tardi nonostante l’intervento di una psicoterapeuta che di fatto (oltre ad incassare una costosa parcella) non farà nulla per cercare di riunire questa coppia.

Trascorsi tre anni vissuti dai coniugi in una situazione, si intuisce, di isolamento, dolore e  di tanta solitudine, mentre la società (ben rappresentata dagli amici di Paolo frivoli, irrequieti e dai legami instabili) sembra gioire dell’ennesimo divorzio che si sta per consumare nelle aule dei tribunali, un prevedibile colpo di scena decreterà un finale che mette il buonumore e che induce lo spettatore a riflettere sul vero valore del legame matrimoniale e sull’importanza di uno sguardo carico di comprensione e di amore in grado di sanare tutte le ferite.

Un sguardo pieno di una speranza ritrovata che getta luce su un amore che si era arreso alla prima difficoltà, ma che è stato in grado di ripartire, rimettendosi nei binari giusti.

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia