Un luogo incerto

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Adamsberg è un mito. Niente da invidiare alla freddezza  e determinazione del Marlowe di Chandler, alla sensibilità psicologica di Poirot, alla fine astuzia di Sherlock Holmes. Nato dalla prolifica penna di Fred Vargas (pseudonimo di Frédérique Audouin-Rouzeau) ha nell’intuito sorprendente la sua qualità migliore. Il suo metodo investigativo infatti è alquanto bizzarro e per nulla analitico: parla con la gente, immagina collegamenti improbabili tra fatti apparentemente lontanissimi tra loro, coglie piccoli segni invisibili ai più, ‘spala le nuvole’, come dicono i suoi collaboratori per definire il suo approccio. E poi misteriosamente c’azzecca. Come avviene in Un luogo incerto. Davanti all’antico cimitero di Highgate a Londra vengono trovate diciassette scarpe dalla fogge e i modelli assortiti, antiche  alcune più moderne altre. Il problema è che dentro queste scarpe ci sono altrettanti piedi, e quindi da qualche parte ci sono otto cadaveri e mezzo che sono stati brutalmente mutilati. Nel frattempo a Parigi il ricco e solitario ex giudice Pierre Vaudel è stato ucciso. Ma non semplicemente fatto fuori. Il suo corpo è stato letteralmente annientato, sbriciolato. Adamsberg, il fedelissimo quanto pittoresco Danglard e il resto della squadra di bislacchi collaboratori devono indagare sull’efferato omicidio, che in poche battute assume una portata europea e porta lo spalatore di nuvole a Kisilova, una piccola località della Serbia nota per essere patria di vampiri. E lì il detective vedrà la morte in faccia… La trama è come sempre intricata, il ritmo incalzante e pieno di colpi di scena. La forza dei romanzi della Vargas –che sta diventando un vero e proprio fenomeno letterario anche in Italia (in Francia lo è già da tempo)- sta nei personaggi. Sono tutti un po’ borderline ed estremamente simpatici: Lucio, vicino di casa di Adamsberg che ha perso un braccio nella guerra di Spagna ed è impegnato in una eterna guerra con la figlia che gli nasconde la birra, Danglard, colto e perennemente alticcio, il tenente Violette Retancourt, un donnone di un metro e ottanta che non si ferma davanti e nulla, Vlad, il giovane interprete che accompagna il detective in Serbia ed è pelosissimo e ride sempre, e tanti altri. Un insieme di personaggi così non può che dare origine relazioni surreali e dialoghi divertenti che sono apparentemente sconclusionati ma hanno una logica e una ironia originali e costituiscono una delle caratteristiche più apprezzabili dei romanzi della Vargas. Gli scaffali delle librerie sono strapieni di vampiri e vampiresse in tutte le salse (specialmente romantiche). Anche qui si parla di vampiri, ma in modo asciutto e molto particolare, e soprattutto senza la minima indulgenza alle trame stucchevoli e pattisoniane a cui una certa editoria commerciale ci sta (purtroppo) abituando.

 

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Un luogo incerto
Autore: Fred Vargas
Genere: Giallo
Editore: Einaudi
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 391
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.