Un minuto di silenzio per un’anima smarrita

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Caro diario,

è notte fonda ormai e soltanto adesso osservo un lungo minuto di silenzio. Lo faccio per la mia anima smarrita, non sa più cosa dirmi, come parlarmi e se parlarmi. Forse avrebbe bisogno di più calma, di pace, silenzio. Senza alcuna distrazione. Lei mi racconta il suo malessere, mi dice che è stanca di sentire, ha bisogno di ascoltare (e ascoltarsi).

Oggi, in effetti, il traffico sovrasta il rumore del mare, le giornate sono sovraccariche di tensioni e di chiasso ed io faccio fatica persino a sentire il mio battito. C’è qualcuno che urla, qualcun altro che conversando ingolfa i vuoti verbali per zittire la sua anima, c’è, poi, chi la annebbia a suon di clacson e smog. Anche io faccio del rumore un pretesto per non ascoltarmi, ma la mia anima mi chiama, esige spazio, predisposizione, tempo. Lei si nutre di silenzi e ama vivere di notte quando tutto intorno tace.

In quella notte l’ho cercata e ho provato a saziarla col silenzio. Qualcuno dice che doni concordia o un’armonia inesprimibile; a me sembra che, nel silenzio, sia la voce dell’universo a parlare alla mia anima per rinnovarla.

Così, in una notte di fine estate, seduto su una panchina, riflettevo sulla calma che proviene dal cielo stellato. «Per la prima volta – pensavo – ho alzato gli occhi al cielo. Perché non l’ho mai fatto prima d’ora?».

Mi pervade un benessere ammaliante: è il momento in cui la vita mi parla, ed in quelle sue parole si inarcano i versi più alti del silenzio. Tutto si acquieta: la folla è ormai lontana, il frastuono è sfumato, le voci si sono spente, le feste sono un fragore che si sbriciola al tramonto. Sono solo, con una penna e un diario, in una fusione panica con quello che mi circonda, con quello che ero e quello che sono: i ricordi, i rimpianti, le nostalgie, i sogni.

In un attimo viene fuori la vita intera e come per magia quel minuto di silenzio diventa la mia musica più bella. Un silenzio che erompe, guida e dà consigli; un silenzio che in un minuto parla, fa rumore e guarisce persino un’anima smarrita.

 

Sono Domenico, ho 29 anni e una passione smodata per la scrittura. Il mio sogno nel cassetto è scrivere un libro, l’altro è un viaggio per il mondo in sella alla mia bici. “Strappare la bellezza ovunque sia e regalarla a chi mi sta accanto” è quel che tento di fare attraverso i miei articoli. Spero che un pizzico di quella bellezza arrivi dritta dritta ai vostri cuori! Buona lettura!!!

  • Stefano Colombo

    mi sai dire da dove proviene la foto che hai correlato al tuo scritto? Grazie