Un mondo a sei stelle

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Vi è mai capitato di ritrovarvi in un hotel a sei stelle? Attico esclusivo con vista sulla Sydney Opera House, frigo bar degno di una rockstar, piscina con impianto di riscaldamento ultratecnologico, vasca con idromassaggio poco più piccola di Trafalgar Square. Stop, fermate l’immaginazione. Non è di lusso sfrenato che vogliamo parlarvi, ma di disabilità.

Scrivendo “Hotel 6 Stelle” sui principali motori di ricerca, potrete ritrovarvi sullo schermo un lussuoso albergo di Dubai o il viso sorridente di Nicolas, Benedetta, Edoardo, Livia, Emanuele o Martina. Chi sono? I protagonisti del più bel reality mai prodotto, Hotel 6 Stelle appunto. Sono lontani i tempi de “La Fattoria”, “L’isola dei famosi” e degli altri innominabili scarti della subcultura televisiva italiana e mondiale. Questi prodotti andavano (e vanno) in onda in prima serata: un vero e proprio bombardamento di futilità, volgarità e sciocchezze malamente confezionate con devozione kitsch. Il reality di cui vi parliamo, invece, non ha goduto della possibilità di essere visto da tutti, a ora di cena, ma è stato comunque un successo straordinario. Tre ragazzi e tre ragazze down che imparano i più svariati mestieri in un albergo romano: un mix ben riuscito di simpatia e dolcezza, ma anche un percorso lavorativo serio, severo, senza sconti e senza l’eccessiva e ipocrita delicatezza di chi ha paura di confrontarsi con chi è “diverso”.

Dopo i Braccialetti Rossi di Rai Uno, la tv pubblica (Rai Tre) continua a parlarci di malattia, e lo fa nel modo migliore, cioè senza fronzoli e ricami. Il risultato è un prodotto che non insegue i freddi meccanismi dell’Auditel, ma che parla con semplicità della vita vissuta, cercando di abbattere le barricate dell’indifferenza e del disprezzo.

In cucina, alla reception, nelle camere o in sala breakfast… non c’è più spazio per i pregiudizi e neanche per i sorrisi benevoli, troppo spesso carichi di pietà. Perché mai dovremmo provare pietà per Livia, la fantastica nuotatrice? O per Edoardo, il ragazzone mai sazio di panini? E che dire di Emanuele? Cos’ha di così diverso dai cuochi di Masterchef? La professionalità di Nicolas, la perizia di Benedetta, la tenacia di Martina… come sarebbe bello se il mondo fosse sempre di più come quell’albergo.

Un mondo a sei stelle.

 

https://www.youtube.com/watch?v=0-vvUoS0LP0

Fabrizio Margiotta

Chitarra, armonica e poesia mi basterebbero per vivere. Nel mio bagaglio, tuttavia, anche studi in Legge e una passione smisurata per il giornalismo e la scrittura creativa. Fàbregas, Faber, Fafo o Fafà, Jeff Beck, Animae Partus... chiamatemi come volete, ma questa è l'ultima volta che provo a descrivermi.