Un nuovo “pianeta” davanti a me

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Abbiamo ricevuto una mail da una nostra lettrice, Diletta, liceale che ha partecipato all’incontro di sabato scorso a Palermo.
Merita di essere letta. E chi l’ha scritta merita di essere ringraziata, perché ci mette dentro una grande voglia di fare ancora più e meglio.

Vi seguo da circa un mesetto e non so come non mi sia giunto prima alle orecchie questo vostro fantastico mondo.
Adoro leggere e scrivere e tutto ciò che è novità (sempre che rispetti i canoni della decenza) per me diventa automaticamente interessante.
(?)
E’ proprio cosi che vi ho conosciuto…un suggerimento d’amicizia mi infastidiva da tempo su facebook:-cogito et volo?
ma cos’è?-solo il vostro nome mi provocava un vortice di idee e pensieri in testa.
Accetta.Click.
Un nuovo “pianeta” si era appena disteso dinanzi a me.
(…)
Sabato ho partecipato al vostro incontro…anche se sono arrivata diciamo un pò in ritardo devo dire che sono rimasta comunque colpita da alcune cose.
devo dire che molte cose di cui si è discusso hanno fatto sorgere in me un’insormontabile
lista di domande senza inizio o fine e temo anche senza risposta.
e come reagire?..tuffandosi dentro la domanda stessa!
parlareee.intereaaaaaagire.dire la propriaaa.incazzarsiii e rendersi conto che qualcun’altro ha più ragione di te.
ecco cosa voglio fare !! !!(e non uso il condizionale perchè siete voi i primi ad insegnare che se una cosa la voglio la posso
anche avere..)
come concludere questo vomito di parole?
con una frase che per ora mi frulla in testa da un pò…
-…con l’andare del tempo si scopre che gli uomini sono dei meccanismi talmente complessi che agiscono tante volte in modo indipendente dalla loro volontà…-

I ragazzi sono così: sognano, si esaltano, si deprimono, si interrogano sulle cose della vita. Oggi pronti a conquistare il mondo; domani con la coda tra le gambe. E’ l’adolescenza, periodo magico.
I ragazzi sognano, gli adulti no. Non hanno tempo, non ne hanno voglia, non sanno più farlo.

Michael Ende, nel suo bellissimo libro Momo, parlava dei Signori Grigi, essere freddi che avevano il compito di rubare il tempo agli uomini per depositarlo in una fantomatica Banca del tempo.
E senza il tempo passato a “vivere”, la vita degli uomini diventava frenetica, fredda, vuota. E triste.

Di Signori grigi siamo pieni anche oggi: e le loro vittime preferite sono proprio i ragazzi, che a differenza di molti adulti sanno e vogliono ancora sognare, pensare, volere. La mail di sopra ne è un esempio.

Grazie, Diletta, per avercelo ricordato con la tua mail, che ci pone molte domande. Una tra tutte: come facciamo a svegliare i tanti amici che hanno deciso di non pensare piu?

 

Saverio Sgroi

Educatore con una grande passione per tutto quello che riguarda il mondo dei giovani, dai quali non finisco mai di imparare. Per loro e con loro mi sono imbarcato su questa nave di C&V, di cui sono stato il "capitano" fino alla fine del 2016. Poi ho lasciato la barca ai più giovani, con la convinzione che sapranno condurla verso porti sempre più prestigiosi.