Un po’ più in là sulla destra

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Francese. Non trovo altro modo per definire in una sola parola Un po’ più in là sulla destra, di Fred Vargas. Francese, per i dialoghi surreali. Francese, per i personaggi grotteschi. Francese, per l’intelligente ironia del protagonista, l’ex ispettore Louis Kehlweiler.

I romanzi gialli iniziano solitamente con il ritrovamento di un corpo martoriato. Questo no. All’inizio di tutto ci sono gli escrementi di un cane, ai piedi di un albero in un parco di Parigi. O, meglio, la falange di alluce di un piede sinistro che lo stravagante quanto determinato Louis vi trova durante uno dei suoi appostamenti sulla panchina 102 (già, perché lui osserva il mondo dalle panchine di un parco?). Aiutato da un altro bislacco personaggio, il giovane studioso del medioevo Marc, l’ispettore come un vero segugio riesce a ricostruire la provenienza dell’osso. La pista lo porta in un piccolo villaggio di pescatori della Bretagna, dove il suo arrivo provoca un piccolo terremoto nella vita apparentemente tranquilla degli abitanti. Ognuno di loro, infatti, è in qualche modo collegato con la vecchia Marie, vittima di un efferato omicidio che i giornali avevano fatto passare per un triste incidente? Non posso rivelare altro, se non che il finale è assolutamente pirotecnico.

La squadra che porta avanti le ricerche e risolve il caso è assortita come una insalata mista: Louis, una specie di Marlowe -ma meno granitico- gira per il mondo portandosi dietro un rospo di nome Bufo, compagno di mille avventure; Marc, stralunato appassionato di storie medievali che non interessano a nessuno e Mathias detto il cercatore, una macchina da guerra, che quasi non apre bocca ma è dotato di un udito sensibilissimo, che si rivela provvidenziale nei momenti decisivi.

Il libro merita il suo posto nelle classifiche dei libri più venduti in Italia. E’ una buona lettura, per rifarsi un po’ il palato dall’indigestione di thriller americani che sono un po’ come i gommosi panini di McDonald’s a confronto con un succulento piatto di pasta con le vongole?. Puro intrattenimento sì, ma di buon livello. L’autrice di questo breve romanzo (e di molti altri, anche se non tutti pubblicati in Italia) è una studiosa di archeozoologia e appassionata di medievistica che lavora in Francia presso il Centro Nazionale delle Ricerche Scientifiche (CNRS). Scrive i suoi libri nei ventuno giorni di ferie che prende ogni anno dal lavoro. Convinta che «un delitto è sempre semplice», la Vargas (che in realtà si chiama Frédérique Audouin-Rouzeau) ha scritto una storia intrigante caratterizzata da una certa grazia e leggerezza, che non ha nulla da invidiare alle trame sofisticate e le tinte forti di una Cornwell o di un Deaver.

 

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Un po’ più in là sulla destra
Autore: Fred Vargas
Genere: Giallo
Editore: Einaudi
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 257
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.