Un segreto per la tua vita

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La vita può essere raccontata una volta trascorsi gli anni, quando la storia la si ricorda  con affetto; il racconto ha come l’intento di riabbracciare il passato per rivivere, se questo fosse possibile, un’altra volta il primo incontro con il mare, con l’odore del banco della vecchia scuola con quei soffitti alti, con le estati lunghe e altrettanto calde in cui eravamo tanto felici…Qualsisi momento del passato sembra più bello perché in qualunque momento del passato si era più giovani, ma è vero pure che ciò che ci si ricorda ha valore di per sé.

Quando ripercorriamo la nostra vita passata, nella nostra anima si effonde un profumo che ci commuove. Quante volte ci capita di dire: “ti ricordi….che figata, che bello che era…”.
Possiamo però raccontare a noi stessi la vita anche nei momenti in cui la viviamo. Quante cose passano davanti ai nostri occhi costantemente! Chissà che il segreto non stia nel saperle trattenere, nel prenderne coscienza, nell’assaporarle, nel sentirsi protagonisti di questa meraviglia che è il vivere istante dopo istante, dimentichi del passato e anche del futuro: la vita è nel presente.

Bisogna imparare a trattenere il presente, affinchè non ci sfugga troppo in fretta dalle mani. L’intorpidimento, il nervosismo, l’ansia non servono per vivere, perché uccidono il presente e soprattutto allontanano il futuro fuori da noi stessi. Mettersi dentro di sé, osservare-vivere il presente: questo è uno dei segreti della vita; un segreto molto prezioso in un’epoca in cui la fretta è diventata un’abitudine.

Non dimentichiamoci che chi corre si allontana prima di tutto da se stesso.
Dovremmo badare un po’ meno allo scorrere del tempo e alle sue frenesie e trovare ognuno il proprio ritmo.
Lo squillo del telefonino, uno stridio di freni che viene dalla strada, l’andirivieni dell’ascensore, il ticchettio delle dita sulla tastiera, sono tutti rumori che gettano un’ombra sul nostro stato d’animo e ci sbilanciano fuori dal nostro mondo interiore, erodendo quella tranquillità di cui avremmo bisogno per affrontare le relazioni con gli altri e tutta la nostra vita.

Soffermarsi sulle cose, come fa un bambino in braccio alla mamma con la sua collana , è un modo di assaporare la vita, di fare della vita un’avventura, l’avventura del quotidiano.
 

 

Laureato in scienze della comunicazione e si occupa di comunicazione e relazione con i media in vari campi: scrive su Chiesa, giovani, cultura e società. E' formatore al centro Elis, di ragazzi delle scuole superiori. Ama molto stare con i giovani ed è molto appassionato del mondo degli adolescenti.